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ZURIGO - La borsa svizzera ha chiuso la settimana in netto ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6428,68 punti (-2,23% rispetto a mercoledì), mentre il listino globale SPI ha perso il 2,19% a 5680,55 punti.
Il mercato elvetico ha aperto praticamente alla pari, facendo una fugace sortita in territorio positivo per poi subito virare in negativo. Dopo l'apertura di Wall Street le perdite si sono fatte più pesanti, anche se non hanno raggiunto le proporzioni subite da altre piazze europee.
Su tutte le borse sono tornate a prevalere le preoccupazioni legate alla situazione in cui si trovano diversi paesi dell'eurozona e alle conseguenze che i piani di austerità avranno sulla congiuntura: l'euro ha così toccato un nuovo minimo di fronte al dollaro dal novembre 2008. Questo mentre dagli Usa sono giunti dati positivi: in aprile le vendite in dettaglio e la produzione industriale sono aumentati in modo più vigoroso del previsto. Anche l'indice del Michigan sulla fiducia dei consumatori è risultato in crescita in maggio. A far notizia sono però pure le indagini avviate dalla procura di New York nei confronti delle banche.
Nel mirino degli inquirenti americani sono finite, fra le altre, UBS (-4,67% a 15,92 franchi) e Credit Suisse (-4,08% a 46,54 franchi), che hanno così risentito più di Julius Bär (-1,05% a 34,80 franchi) del movimento al ribasso dei titoli finanziari. In negativo si sono mossi però anche gli assicurativi Swiss Re (-3,06% a 47,88 franchi), Zurich (-2,63% a 237,30 franchi) - che ha riorganizzato i vertici - e Swiss Life (-4,49% a 123,30 franchi).
Dopo le prime battute al rialzo sono scivolate all'indietro anche Nestlé (-1,69% a 52,30 franchi) e Novartis (-1,58% a 53,10 franchi), mentre solo inizialmente meglio si è difesa Roche (-1,03% a 163,40 franchi), poi trascinata dalla corrente generale.
I timori sulla congiuntura hanno messo piombo alle ali dei titoli più esposti ai cicli economici quali ABB (-3,69% a 20,35 franchi) e Holcim (-2,61% a 76,50 franchi). Nel segmento del lusso i realizzi di guadagno, dopo i forti rialzi di mercoledì, hanno pesato su Swatch (-3,21% a 322,50 franchi) e Richemont (-2,31% a 40,59 franchi). Nel marasma generale si è salvata solo Synthes (+0,87% a 128,10 franchi), che ha approfittato di una raccomandazione di Goldman Sachs.

SDA-ATS