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Dopo un avvio in territorio positivo, una mattinata e un primo pomeriggio in rosso, la Borsa svizzera ha recuperato terreno nel finale e ha chiuso la giornata sopra la linea di demarcazione. L'indice guida SMI ha guadagnato lo 0,44% a 8'693,98 punti, quello allargato SPI lo 0,45% a 8'554,43.

Secondo gli analisti, il mercato elvetico era partito in rialzo grazie ai risultati positivi della borsa americana di ieri. I deludenti dati degli indici PMI manifatturieri in Francia e in Germania hanno poi influito negativamente sugli scambi. La spinta definitiva è arrivata dall'apertura in rialzo di Wall Street e dalla positiva lettura dell'indice Pmi manifatturiero cinese, che ha sostenuto gli acquisti.

A Zurigo gli occhi sono rimasti puntati su Credit Suisse, a cui dopo la multa miliardaria l'agenzia dello Stato di New York ha affibbiato un controllore che potrà mettere il naso in tutti i suoi cassetti alla ricerca di eventuali irregolarità non emerse. L'istituto, in rosso fino a metà pomeriggio, ha chiuso invariato a 26,24 franchi. Sempre fra i bancari, UBS ha guadagnato lo 0,17% a 17,86 franchi e Julius Bär è salita dell'1,69% a 40,25 franchi.

Fra gli assicurativi, bene Swiss Re, in crescita dello 0,38% a 79,30 franchi, e Zurich Insurance (+0,26% a 266,00 franchi). Contrastati i pesi massimi difensivi, con Novartis che è progredito dello 0,37% a 80,40 franchi e Roche dello 0,94% a 268,50 franchi. Nestlé è risultato invece l'unico titolo finito sotto la parità (-0,28% a 70,30 franchi).

Nel mercato allargato, da segnalare la chiusura positiva di Schmolz+Bickenbach (+6,15% a 1,38 franchi): il gruppo siderurgico germano-lucernese ha annunciato stamane il ritorno nelle cifre nere nel primo trimestre del 2014, dopo due anni di cifre rosse.

SDA-ATS