Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La borsa svizzera ha chiuso in lieve rialzo una seduta trascorsa per lunghe ore incollata alla soglia della parità. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8830,49 punti (+0,06% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,11% a 8708,11 punti. Nonostante livelli di scambio superiori alla media il mercato è apparso incapace di assumere un orientamento preciso ed è apparso meno ispirato delle altre piazze continentali.

Dopo aver preso atto delle rassicurazioni della Federal Reserve riguardo alla sua politica monetaria, la borsa elvetica si è concentrata sulle indicazioni emerse dal periodico esame della situazione da parte della Banca nazionale svizzera. Se la conferma della politica monetaria e del cambio minimo era prevista, non lo erano i toni chiaramente più pessimistici sul futuro della congiuntura mondiale e la correzione al ribasso delle previsioni di inflazione a medio termine.

Altri impulsi non sono arrivati. Scarso è in particolare risultato l'impatto della diminuzione più marcata del previsto delle richieste di sussidio disoccupazione negli Usa, come pure della flessione delle case in costruzione sempre Oltreoceano. Wall Street ha comunque approfittato della giornata per stabilire un nuovo record a livello di Dow Jones.

Per quanto riguarda i singoli titoli si sono messi in luce i bancari UBS (+0,85% a 16,57 franchi) e Credit Suisse (+1,88% a 25,97 franchi), più tonici di Julius Bär (-0,12% a 42,82 franchi): il CEO di quest'ultimo istituto, Boris Collardi, ha smentito voci relative a una possibile fusione con Credit Suisse. Nel comparto assicurativo fermi al palo sono rimasti Swiss Re (+0,07% a 76,05 franchi) e Zurich (+0,11% a 280,10 franchi).

Non hanno presentato un andamento unitario i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,19% a 21,53 franchi), Adecco (+0,29% a 68,05 franchi), Geberit (-0,38% a 314,90 franchi) e Holcim (+0,36% a 70,30 franchi). Nel segmento del lusso gli ultimi dati sull'export orologiero elvetico hanno messo in difficoltà più Richemont (-1,19% a 83,00 franchi) che Swatch (-0,50% a 475,20 franchi). Syngenta (-1,96% a 310,90 franchi) ha sofferto per alcuni commenti sfavorevoli degli analisti relativi al suo mais transgenico.

Roche (+0,89% a 283,30 franchi) ha annunciato il lancio di un nuovo test di fertilità per le donne ed è apparsa più dinamica degli altri due pesi massimi difensivi, Nestlé (-0,21% a 70,35 franchi) e Novartis (-0,51% a 88,45 franchi). Su quest'ultimo valore hanno pesato le dichiarazioni del CEO Joe Jimenez, secondo cui le aspettative di alcuni analisti in relazione al farmaco LCZ696 sono da ritenere eccessivamente ambiziose.

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,48% a 109,60 franchi), Givaudan (+0,72% a 1539,00 franchi), SGS (-0,10% a 2013,00 franchi), Swisscom (+0,65% a 539,50 franchi) e Transocean (-1,88% a 35,34 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Sulzer (+8,11% a 136,00 franchi) dopo la conferma di discussioni in vista di un possibile matrimonio con l'americana Dresser-Rand.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS