La borsa svizzera chiude con una seduta in lieve rialzo una settimana in cui ha sostanzialmente marciato sul posto, sebbene oggi abbia aggiornato il suo massimo pluriennale inter-day. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8840,17 punti (+0,11% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,18% a 8723,49 punti.

Il mercato era partito bene in mattinata, sulla scia della soddisfazione per il voto in Scozia: con il no all'indipendenza è infatti venuto a mancare un importante fattore di incertezza internazionale. L'SMI ha toccato il livello più alto dell'anno a 8874,48 punti: era dalla fine del 2007 che l'indice non respirava aria così rarefatta. Con il trascorrere delle ore la propensione al rischio è però diminuita e in vista del fine settimana molti investitori hanno preferito portare il fieno all'asciutto in cascina.

Nonostante la giornata povera di spunti sul fronte aziendale i volumi di contrattazioni sono risultati elevati, complice il "giorno delle streghe": quattro volte all'anno - il penultimo venerdì alla fine di ogni trimestre - scadono infatti futures e opzioni su indici e azioni. Questo provoca spesso un aumento degli scambi e un'elevata volatilità, che possono portare a importanti sbalzi.

Hanno anche suscitato interesse i cambiamenti nella composizione dello Swiss Leader Index (SLI), il listino delle 30 più importanti società presenti sul mercato azionario elvetico: Dufry (+0,94% a 149,90 franchi) e SPS (-1,05% a 70,90 franchi) lasceranno da lunedì il posto ad Aryzta (-0,30% a 82,15 franchi) e Galenica (+0,72% a 842,00 franchi).

Per quanto riguarda i singoli titoli, bene orientati sono rimasti per tutta la seduta i bancari UBS (+0,30% a 16,62 franchi) e Credit Suisse (+0,65% a 26,14 franchi), più tonici di Julius Bär (-1,10% a 42,35 franchi). Il comparto assicurativo si è mostrato solido, con Swiss Re (+1,25% a 77,00 franchi) e Zurich (+0,68% a 282,00 franchi).

Acquisti sono stati segnalati anche sui valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,60% a 21,66 franchi), Adecco (-0,29% a 67,85 franchi), Geberit (+0,35% a 316,00 franchi) e Holcim (+0,28% a 70,50 franchi). Riguardo a quest'ultimo gruppo vanno menzionate indiscrezioni secondo le quali l'irlandese CRH sarebbe intenzionata a presentare un'offerta per tutte le attività dismesse in relazione alla fusione con Lafarge.

Nel segmento del lusso Richemont (-0,96% a 82,20 franchi), da oggi scambiata senza la cedola per il dividendo, è rimasta un passo dietro a Swatch (-0,42% a 473,20 franchi). Poco dinamici sono apparsi i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,07% a 70,40 franchi), Novartis (-0,17% a 88,35 franchi) e Roche (-0,04% a 283,20 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,73% a 111,50 franchi), Givaudan (+0,58% a 1548,00 franchi), SGS (+0,60% a 2025,00 franchi), Syngenta (+0,68% a 313,00 franchi), Swisscom (+0,28% a 541,00 franchi) e Transocean (+0,90% a 32,63 franchi).

Nel mercato allargato ha pubblicato i risultati semestrali BVZ (-0,99% a 300,00 franchi). In negativo si è mossa Sulzer (-4,34% a 130,10 franchi), protagonista ieri di un balzo di oltre l'8% dopo la conferma di trattative di fusione con l'americana Dresser-Rand: oggi notizie di stampa danno anche la tedesca Siemens interessata alla stessa società texana.

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