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Chiusura positiva per la borsa svizzera, che dopo una partenza debole è rimasta a lungo in territorio negativo, accelerando solo nel finale. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7820,43 punti, 0,13% in più di ieri: la stessa progressione è stata realizzata dal listino globale SPI, salito a 7398,59 punti.

Stando agli operatori la seduta si è rivelata poco movimentata, con volumi di contrattazione modesti, complici il periodo di vacanze e l'approssimarsi della festa nazionale svizzera. La notizia di un aumento superiore del previsto del prodotto interno lordo americano nel secondo semestre ha inizialmente provocato effetti limitati, ma le piazze europee si sono poi lasciate almeno in parte trascinare dall'ottimismo palesato da Wall Street .

L'attenzione rimane comunque puntata sulle ultime decisioni di politica monetaria che verranno prese da Federal Reserve, Banca centrale europea e Banca centrale inglese. La Fed informerà stasera, a piazze europee ormai chiuse, mentre gli altri due istituti terranno le loro riunioni domani, quando nulla si muoverà sul mercato di Zurigo. Gli investitori elvetici, impossibilitati domani a reagire agli eventi, erano quindi oggi ben poco propensi ad incamminarsi su terreni che potrebbero presto rivelarsi minati. Tanto più che venerdì giungeranno altri dati potenzialmente delicati, quelli relativi all'impiego negli Usa.

E sì che sul fronte interno non mancavano oggi notizie di carattere congiunturale e aziendale, nessuna delle quali però riguardanti direttamente le blue chip. Le variazioni di corso dei singoli titoli si sono così rivelate in generale limitate. Dopo un inizio stentato si sono ripresi i bancari UBS (+0,44% a 18,23 franchi) e Julius Bär (+1,06% a 42,04 franchi), mentre Credit Suisse (-0,44% a 27,19 franchi) ha mancato il rimbalzo. Poco mossi si sono mostrati gli assicurativi Swiss Re (+0,27% a 73,70 franchi) e Zurich (+0,04% a 249,10 franchi).

Non hanno avuto un andamento univoco i valori maggiormente legati ai cicli economici come ABB (-0,44% a 20,44 franchi), Adecco (-0,17% a 58,75 franchi), Geberit (-0,24% a 248,10 franchi) e Holcim (+0,90% a 66,90 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,36% a 550,00 franchi) è rimasta anemica, mentre Richemont (+1,46% a 90,60 franchi) con il passare delle ore ha decisamente guadagnato terreno.

In ordine sparso hanno terminato i pesi massimi difensivi: hanno contribuito alla buona chiusura del listino Nestlé (+1,13% a 62,70 franchi), favorita dai trimestrali della concorrente Danone, e Novartis (+0,53% a 66,60 franchi); in difficoltà è rimasta invece per tutta la giornata Roche (-1,51% a 228,00 franchi), penalizzata da nuove voci riguardanti il possibile acquisto dell'americana Alexion, una maxi-operazione con implicazioni finanziarie tutte da valutare.

Nel mercato allargato è stato ben accolto l'accordo con le autorità americane annunciato dalla Liechtensteinische Landesbank (+5,18% a 37,55 franchi). Hanno informato sull'andamento degli affari anche Vontobel (+2,50% a 32,75 franchi), Weatherford (+1,98% a 12,90 franchi), APG SGA (-5,86% a 225,00 franchi) e Dufry (-2,50% a 120,90 franchi). Ancora sugli scudi Galenica (+2,90% a 710,00 franchi), che dal momento del via libera negli Usa del suo preparato Injectafer lo scorso venerdì, ha guadagnato il 17%.

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SDA-ATS