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Chiusura in leggero rialzo per la borsa svizzera, dopo una giornata trascorsa in territorio positivo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9428,55 punti, in progressione dello 0,14%. Il listino globale SPI ha guadagnatolo 0,15% a 9458,68 punti.

Dopo due sedute fiacche il mercato è tornato sulla via della crescita. Stando agli operatori anche per le prossime settimane sono da aspettarsi solo lievi correzioni - dell'ordine del 2-3% - a causa di temporanei realizzi di guadagno, ma nessun calo deciso dei corsi: gli investitori continuano infatti a non disporre di alternative lucrative alle azioni.

Come previsto la decisione sui tassi della Banca centrale europea non ha portato impulsi. Il presidente Mario Draghi ha detto che il programma di "quantitative easing" procede bene e che le misure adottate si stanno dimostrando efficaci. In serata spetterà alla Federal Reserve proporre la sua visione della congiuntura, attraverso la pubblicazione del Beige Book.

Vari dati macroeconomici diffusi oggi e concernenti Cina, Eurozona e Usa non hanno provocato scossoni. In compenso alcuni risultati aziendali americani - in particolare il fatturato stabile di Intel - sono stati bene apprezzati da Wall Street, con effetto traino su altre piazze.

Sul fronte interno scarseggiavano le notizie di rilievo. Sotto pressione è rimasta una volta ancora Sika (-3,59% a 3488,00 franchi), all'indomani dell'assemblea degli azionisti che, attraverso una controversa limitazione dei diritti di voto, è riuscita ad evitare la presa di controllo da parte della francese Saint-Gobain. Stando agli analisti il titolo soffre per l'incertezza creata dalla situazione, che dovrà essere probabilmente risolta nelle aule dei tribunali.

Tonica è apparsa Nestlé (+0,60% a 76,00 franchi), che ha confermato trattative esclusive in corso per la cessione della filiale francese Davigel. Hanno ripiegato nel finale gli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (-0,40% a 100,00 franchi) e Roche (-0,47% a 275,70 franchi).

Bene orientati sono rimasti per tutta la giornata i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali ABB (+0,76% a 21,33 franchi), Adecco (+0,37% a 81,75 franchi) e Geberit (+0,30% a 369,10 franchi). Ha fatto eccezione Holcim (-0,67% a 74,50 franchi, 50 centesimi in meno), che però da oggi era scambiata senza il dividendo di 1,30 franchi. In un'intervista il responsabile di Harris Associates, un fondo d'investimento azionista-chiave, si è detto propenso ad approvare la fusione con Lafarge.

Nel segmento del lusso Swatch (+0,29% a 443,30 franchi) e Richemont (+0,12% a 83,75 franchi) hanno quasi marciato sul posto e ancor meno effervescente si è presentato il comparto assicurativo, con Swiss Re (invariata a 96,45 franchi) e Zurich (+0,03% a 310,00 franchi). Saldamente in rialzo fin dalla mattinata sono stati per contro i bancari UBS (+1,06% a 19,12 franchi) e Julius Bär (+0,87% a 52,40 franchi), mentre ha un po' più arrancato Credit Suisse (+0,26% a 27,08 franchi). Spettacolare è stato il balzo della sempre volatile Transocean (+6,86% a 17,77 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-0,84% a 117,80 franchi), Givaudan (-0,11% a 1776,00 franchi), SGS (+0,37% a 1899,00 franchi), Swisscom (+0,36% a 552,50 franchi) e Syngenta (+1,02% a 347,80 franchi).

Nel mercato allargato Kudelski (+5,26% a 13,00 franchi) ha approfittato dell'annuncio di un accordo con Google, i cui contorni non sono peraltro perfettamente chiari. Hanno informato sull'esercizio 2014 Hügli (+2,64% a 759,50 franchi) ed Edisun Power (+3,86% a 36,35 franchi).

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SDA-ATS