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Chiusura in lieve rialzo per la borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8761,68 punti, in progressione dello 0,24% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,38% a 8942,61 punti.

Nella seconda seduta di una settimana partita ieri a razzo - ieri l'SMI ha fatto un balzo del 2,65% - si è chiaramente sentita la mancanza di stimoli in grado di dare stabili orientamenti ai corsi. In primo piano continua a figurare la politica monetaria: alla luce degli ultimi deboli dati congiunturali nell'Eurozona e negli Usa gli investitori scommettono su condizioni sempre molto espansive, cosa che spinge al rialzo le azioni, vista l'assenza di alternative di investimento. In particolare negli Stati Uniti si è fatta strada l'opinione che la Federal Reserve aspetterà ad aumentare i tassi: la stretta è ora attesa nel primo trimestre 2016.

Gli operatori parlano di un'atmosfera generale che rimane perciò incoraggiante, anche se con l'avvicinarsi della stagione dei trimestrali le mosse si fanno più caute. Giovedì toccherà come da tradizione al gigante dell'alluminio Alcoa aprire le danze negli Usa.

Sul fronte interno in evidenza ancora una volta Swatch (+2,81% a 387,20 franchi) e Richemont (+2,66% a 80,90 franchi), che hanno proseguito nel recupero avviato nelle scorse sedute. Bene orientati si sono rivelati anche altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,74% a 17,75 franchi), Geberit (+0,94% a 312,60 franchi) e LafargeHolcim (+1,21% a 54,35 franchi), mentre si è smarcata in parte Adecco (invariata a 74,05 franchi). Sulla stessa linea si è mossa anche Givaudan (+0,81% a 1609,00 franchi), che informerà venerdì sull'andamento degli affari.

Fra i bancari hanno un po' ripiegato dai massimi di giornata UBS (+0,95% a 19,21 franchi) e Credit Suisse (+1,03% a 24,63 franchi), mentre si è mantenuta tonica Julius Bär (+2,13% a 48,37 franchi). Nel segmento assicurativo Swiss Re (+0,59% a 85,90 franchi) si è mossa sostanzialmente in linea con Zurich (+1,01% a 249,60 franchi).

Il titolo più in difficoltà è apparso Syngenta (-1,02% a 320,30 franchi) dopo che il concorrente americano Dupont ha diffuso un avvertimento sugli utili. Sull'altro fronte si è distinta la sempre volatile Transocean +8,21% a 15,02 franchi).

Meno ispirati si sono rivelati i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,13% a 74,80 franchi), Novartis (-0,82% a 90,95 franchi) e Roche (-0,23% a 259,90 franchi). Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,49% a 122,70 franchi), SGS (+1,58% a 1796,00 franchi) e Swisscom (+0,85% a 499,20 franchi)

Nel mercato allargato si è messa in evidenza Aryzta (+4,97% a 46,67 franchi), titolo che dall'inizio dell'anno ha peraltro perso parecchio del suo valore.

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SDA-ATS