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Chiusura positiva per la borsa svizzera, ma ampiamente sotto i massimi di giornata: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8604,08 punti, in progressione dello 0,26% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,28% a 8874,34 punti.

In vista delle lungamente attese decisioni della Federal Reserve il clima generale era orientato alla cautela e i volumi di scambio sono risultati inferiori alla media. Il mercato si aspetta che la banca centrale americana - a borse europee già chiuse - comunichi un aumento del tasso direttore di 25 punti base, il primo incremento da sette anni a questa parte. Ma decisivi saranno soprattutto i segnali che la direttrice Janet Yellen lancerà riguardo alla rotta che intende tenere nei prossimi mesi.

Sul fronte congiunturale l'indice Pmi composto che monitora l'attività manifatturiera e dei servizi nell'Eurozona ha segnato un lieve calo a dicembre. In Svizzera sono per contro migliorate le attese degli esperti finanziari circa le prospettive economiche nei prossimi sei mesi.

Per quanto concerne i singoli titoli hanno terminato in rialzo i bancari UBS (+0,49% a 18,64 franchi) Credit Suisse (+0,92% a 20,87 franchi), e Julius Bär (+0,63% a 44,69 franchi): quest'ultimo istituto ha annunciato l'acquisizione di una banca privata lussemburghese. Più in difficoltà sono apparsi gli assicurativi Swiss Re (-0,26% a 97,05 franchi) e Zurich (-0,36% a 249,40 franchi).

In ordine sparso hanno terminato i titoli maggiormente dipendenti dai cicli economici come ABB (-1,18% a 17,63 franchi), Adecco (+0,45% a 67,10 franchi), Geberit (+0,33% a 336,50 franchi) e LafargeHolcim (+0,26% a 49,92 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,99% a 344,00 franchi) - con Tissot che annuncia vendite superiori a quelle del 2014 - si è rilevata un po' più tonica di Richemont (+1,55% a 72,05 franchi).

Ha marciato sul posto Swisscom (+0,21% a 488,50 franchi), nel giorno in cui la Commissione della concorrenza (COMCO) ha dato il via libera alla creazione di un'impresa comune con SSR e Ringier, un passo peraltro immediatamente bloccato con una misura cautelare dall'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).

Si sono un po' spenti nel finale i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,14% a 73,20 franchi), Novartis (+0,12% a 84,50 franchi) e Roche (+0,56% a 269,80 franchi). Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,19% a 136,20 franchi), SGS (-0,37% a 1864,00 franchi), Syngenta (+0,21% a 374,20 franchi) e Transocean (+1,30% a 13,23 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Bell (+4,52% a 3194,00 franchi), che ha rilevato un'azienda austriaca.

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SDA-ATS