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Borsa svizzera: chiude in rialzo, SMI +0,33%

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 febbraio 2011 - 17:55
(Keystone-ATS)

La borsa ha chiuso una settimana difficile con una seduta al rialzo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6537,20 punti (+0,33% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,41% a 5889,33 punti.

Dopo cinque giornate negative vi erano le condizioni quadro per una ripresa di natura tecnica, commentano gli operatori. Sul mercato continuano però ad aleggiare le incertezze di fondo: pesano le tensioni nei paesi arabi - Libia in primis - e le loro conseguenze sul prezzo del petrolio. Il rincaro dell'energia potrebbero inoltre avere un impatto importante sulla crescita economica globale.

Oggi intanto è stato rivisto al ribasso (da +2,8% a +3,2%) il dato sull'espansione del prodotto interno lordo americano, in controtendenza rispetto alle stime degli analisti, che si aspettavano una revisione a +3,3%. L'indice di fiducia dei consumatori americani è salito in febbraio a 77,5 punti, contro i 74,2 di gennaio, cosa che ha sostenuto i corsi di Wall Street.

Sul fronte interno il mercato, in mancanza di notizie di rilievo concernenti i titoli principali, ha seguito essenzialmente le indicazioni fondamentali provenienti dall'estero. A fare da sfondo è stato comunque il dato positivo pubblicato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF), il cui barometro segnala su un'accelerazione della crescita economica nei prossimi mesi.

Fra i singoli titoli si è mossa bene Transocean (+2,16% a 75,60 franchi), dopo le perdite subite ieri, mentre i valori più legati alla congiuntura come ABB (+0,04% a 22,30 franchi) e Holcim (+0,45% a 67,45 franchi) hanno nel pomeriggio ripiegato dai massimi di giornata.

Tutti in positivo hanno chiuso i bancari UBS (+1,32% a 18,37 franchi), Credit Suisse (+0,40% a 42,94 franchi) e Julius Bär (+1,25% a 41,20 franchi), come pure gli assicurativi Swiss Re (+0,98% a 56,50 franchi) e Zurich (+0,79% a 267,10 franchi). E sulla stessa scia è progredito il segmento del lusso, con Swatch (+1,27% a 392,20 franchi) un'inezia davanti a Richemont (+1,24% a 52,95 franchi).

Per quanto riguarda i pesi massimi difensivi si è guardato con attenzione a Roche (+0,44% a 137,30 franchi), dopo che l'autorità americana FDA ha concesso alla filiale Genentech un'udienza per difendere il suo farmaco Avastin, che rischia di non essere più omologato per il trattamento del cancro al seno. Meno toniche sono apparse Novartis (+0,20% a 51,25 franchi) e soprattutto Nestlé (-0,76% a 52,25 franchi), che insieme a Lonza (-0,25% a 78,80 franchi) è la sola blue chip in rosso.

Nel mercato allargato si sono segnalati acquisti su Petroplus (+2,13% a 14,86 franchi), che ieri aveva perso l'8%, e Kaba (+2,62% a 391,75 franchi), sostenuta da una raccomandazione di Deutsche Bank. Hanno pubblicato dati aziendali Swissquote (-1,50% a 59,10 franchi), Calida (+2,67% a 595,50 franchi), PSP Swiss Property AG (+3,05% a 72,70 franchi) e Santhera (+2,62% a 8,63 franchi). Ancora sotto pressione Micronas (-3,64% a 10,60 franchi), dopo aver subito ieri un tonfo di oltre il 20% in seguito alla pubblicazione di risultati giudicati deludenti. Gategroup (+0,40% a 47,40 franchi) ha fornito ulteriori dettagli sulla frode che l'ha vista vittima.

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