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La borsa svizzera archivia la settimana con una seduta in lieve rialzo. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8669,97 punti, in progressione dello 0,35% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,38% a 9557,65 punti.

Il tanto atteso rapporto sul mercato del lavoro americano ha mostrato come l'economia Usa in febbraio abbia creato 235'000 impieghi, più del previsto. Il tasso di disoccupazione è calato al 4,7%. Stando agli analisti questi dati spianano la strada a un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve la settimana prossima.

Ieri la Banca centrale europea aveva da parte sua deciso di mantenere invariata la sua politica monetaria ultraespansiva. Ma intanto la ripresa dell'Eurozona sembra finalmente rinvigorirsi, cosa che si riflette anche sul corso euro/franco, che oggi ha sfiorato 1,08.

La prospettiva di un aumento dei tassi ha favorito i bancari Credit Suisse (+0,84% a 15,58 franchi), Julius Bär (+0,69% a 49,34 franchi) e UBS (+0,37% a 16,17 franchi). Riguardo a quest'ultima società va segnalata la pubblicazione del rapporto d'esercizio: il 2016 si è chiuso con un utile di circa 100 milioni di franchi inferiore a quello annunciato in un primo tempo e con un taglio dei bonus del 17%, con un calo in busta paga anche per il CEO Sergio Ermotti.

Per il resto vi era praticamente assenza totale di notizie riguardanti le blue chip. Si sono un po' spenti nel finale gli assicurativi Zurich (+0,28% a 282,70 franchi), Swiss Life (-0,03% a 324,90 franchi) e Swiss Re (+0,17% a 90,30 franchi).

Dopo aver a lungo mostrato unanimità di vedute si sono sfilacciati nel finale i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,49% a 22,75 franchi), Adecco (-0,29% a 69,80 franchi), LafargeHolcim (+0,61% a 57,40 franchi) e Geberit (+0,73% a 440,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,73% a 343,70 franchi) è apparsa sulla stessa linea di Richemont (+0,66% a 76,20 franchi).

Prima di recuperare nel finale Swisscom (+0,88% a 448,60 franchi) ha sofferto per le difficili prospettive future della filiale Billag, che dal 2019 si vedrà togliere il mandato di riscossione del canone radio-televisivo. Hanno finito per trainare il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,27% a 75,45 franchi), Novartis (+0,59% a 76,10 franchi) e Roche (+0,31% a 258,50 franchi).

Completano lo scacchiere dei 20 titoli principali Actelion (+0,07% a 276,70 franchi), Givaudan (+0,39% a 1817,00 franchi), SGS (+0,52% a 2124,00 franchi) e Syngenta (-0,23% a 442,20 franchi).

Chi sentiva il bisogno di "movida finanziaria" in questi giorni ha dovuto però spostarsi sul mercato allargato. Oggi hanno presentato il bilancio 2016 SFS (-2,72% a 92,95 franchi), Compagnie Financière Tradition (+6,98% a 92,00 franchi), Starrag (-0,68% a 65,55 franchi), IVF Hartmann (+0,48% a 211,00 franchi) e Mobilzone (invariata a 14,55 franchi). Ieri sera avevano informato sull'andamento degli affari anche Edmond de Rothschild (+7,37% a 15'300,00 franchi) e Banque Profil de Gestion (+6,54% a 4,40 franchi).

L'azione del momento è comunque Leonteq (+19,10% a 31,80 franchi), favorita da voci che vedono il finanziere Martin Ebner intenzionato ad ampliare la sua partecipazione. Va peraltro detto che il titolo della società era di recente arretrato pesantemente.

SDA-ATS

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