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Giornata positiva oggi per la borsa svizzera, che spinta dai suoi valori difensivi e orologieri è apparsa in contro tendenza rispetto agli altri mercati e ha toccato un nuovo massimo pluriennale, per poi ripiegare parzialmente nel finale. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8644,74 punti (+0,38% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,09% a 8496,65 punti.

In un quadro generale costellato, sia in Europa che negli Usa, da arretramenti anche importanti - Milano è arrivata a cedere oltre il 3% - Zurigo ha praticato oggi una sorta di "Alleingang". Il mercato elvetico non si è fatto impressionare né dalle tensioni fra Russia e Ucraina, né dai deludenti dati sulla crescita di Italia e Francia nel primo trimestre. Tanto più che l'evoluzione in atto, stando agli esperti, aumenta la probabilità di un'ulteriore espansione della politica monetaria. L'SMI è così salito fino a 8672,01 punti, un livello mai più toccato dalla fine del 2007.

Hanno trainato il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+1,35% a 71,10 franchi), Novartis (+0,31% a 79,95 franchi) - che ha reso nota la fine di una vertenza negli Usa - e Roche (+1,26% a 266,00 franchi). Al buon andamento dell'indice ha contribuito anche, nel segmento del lusso, il balzo di Richemont (+4,24% a 90,95 franchi): la sesta blue chip in ordine di importanza ha presentato buoni risultati 2013/2014 ed è così apparsa più tonica di Swatch (+0,28% a 534,00 franchi).

Meno ispirati sono risultati i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-0,66% a 21,07 franchi), Adecco (-1,77% a 72,20 franchi), Geberit (-1,42% a 291,00 franchi) e Holcim (-2,10% a 76,80 franchi). Nel comparto bancario - sotto pressione a livello europeo - stando agli operatori c'è chi ha venduto UBS (-3,01% a 17,72 franchi) per comperare Credit Suisse (-1,81% a 25,99 franchi), speculando su un esito non troppo negativo della vertenza fiscale negli Usa, che potrebbe essere ottenuto fra l'altro anche attraverso un sacrificio in stile scacchistico, quello del CEO Brady Dougan. Nel settore assicurativo gli occhi, più che su Swiss Re (-0,83% a 77,60 franchi), erano puntati su Zurich (+0,58% a 259,50 franchi) e sui suoi risultati trimestrali.

Completano il quadro dei "Magnifici Venti" Julius Bär (-0,88% a 40,64 franchi), Givaudan (+0,70% a 1445,00 franchi), SGS (-0,31% a 2243,00 franchi), Swisscom (+0,93% a 541,00 franchi), Syngenta (+0,26% a 347,90 franchi) e Transocean (-1,94% a 36,90 franchi)

Nel mercato allargato sorvegliate speciali erano Swiss Prime Site (+0,13% a 74,30 franchi) e Gategroup (-1,77% a 105,30 franchi), che hanno informato sull'andamento degli affari nei primi tre mesi, nonché Bâloise (-1,24% a 419,25 franchi), che ha ceduto un'affiliata austriaca a Helvetia (-3,49% a 24,90 franchi).

SDA-ATS