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Chiusura positiva per la borsa svizzera, che ha oggi voltato le spalle ai suoi valori difensivi per dare la preferenza a titoli più ciclici e ad azioni ultimamente spesso snobbate, a cominciare da quella di Credit Suisse, protagonista di una performance di tutto rispetto. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8611,03 punti, in progressione dello 0,39% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,48% a 8505,28 punti.

L'accordo sul cessate il fuoco in Ucraina ha chiaramente portato maggiore serenità sui mercati azionari, come testimoniato anche in Svizzera dall'indice di volatilità in netto calo. Rimane però irrisolta la questione del debito greco: le incertezze non sono quindi state spazzate via. I dati macro americani - commercio al dettaglio sceso più del previsto in gennaio e aumento delle richieste di sussidio disoccupazione - hanno avuto uno scarso impatto.

Per quanto riguarda i singoli valori ha fatto faville Credit Suisse (+9,09% a 21,60 franchi) dopo la presentazione di conti 2014 in calo, ma non così tanto come temevano taluni. Inoltre non è stato annunciato alcun taglio di dividendo, contrariamente alla aspettative, e il CEO Brady Dougan si è mostrato prudentemente ottimista riguardo al futuro. Il titolo aveva inoltre arrancato negli ultimi tempi.

Rimanendo fra i bancari UBS (+2,68% a 15,69 franchi) ha beneficiato di un rimbalzo, dopo due sedute assai negative; il cammino inverso è stato percorso da Julius Bär (-1,36% a 43,64 franchi). Nel comparto assicurativo si è mossa bene Swiss Re (+0,30% a 84,55 franchi), mentre è arretrata pesantemente Zurich (-3,10% a 303,20 franchi): i risultati pubblicati oggi si sono rivelati inferiori alle attese degli analisti. Va peraltro rilevato che il titolo aveva sopportato con bravura il terremoto provocato dall'abolizione del cambio minimo euro/franco.

Bene orientati per tutta la giornata sono rimasti i valori particolarmente esposti ai cicli congiunturali come ABB (+1,67% a 19,50 franchi), Adecco (+0,92% a 71,55 franchi), Geberit (+0,70% a 317,70 franchi) e Holcim (+2,58% a 69,60 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+3,03% a 425,60 franchi) è apparsa più tonica di Richemont (0,69% a 80,40 franchi). Transocean (+2,81% a 17,55 franchi) ha mantenuto fede alla sua fama di valore ultra-volatile.

Hanno frenato per contro il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,42% a 70,60 franchi) - che è stata fra l'altro penalizzata da un'indicazione di Goldman Sachs - e Roche (-0,53% a 241,70 franchi), mentre Novartis (+0,11% a 94,60 franchi) ha recuperato nel finale. Stando agli operatori la speranza di una pace in Ucraina spinge molti investitori a rivedere il proprio portafoglio, favorendo titoli più "aggressivi".

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,18% a 103,00 franchi), Givaudan (+1,08% a 1784,00 franchi), SGS (-0,32% a 1844,00 franchi), Swisscom (-0,09% a 535,00 franchi) e Syngenta (+1,86% a 322,90 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Sulzer (+6,77% a 113,50 franchi), che ha presentato dati su fatturato e nuovi ordinativi migliori delle aspettative. Gurit (+5,14% a 358,00 franchi) ha annunciato investimenti in Ungheria e tagli di impieghi in Gran Bretagna. Mobimo (-0,82% a 216,50 franchi) ha reso noto il bilancio dell'anno scorso, mentre Georg Fischer (+1,86% a 576,00 franchi) ha introdotto la settimana di 44 ore contro il franco forte.

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SDA-ATS