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La borsa svizzera inaugura l'ultimo trimestre dell'anno con una seduta in rialzo: dopo un timido avvio il mercato è andato via via rinfrancandosi e l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9127,05 punti, in progressione dello 0,43% rispetto a venerdì.

Il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,41% a 10'852,07 punti. I corsi sono stati favoriti dall'intesa fra Stati Uniti e Canada per sostituire l'accordo commerciale Nafta. Alcuni investitori hanno inoltre sfruttato gli ultimi ribassi per tornare a puntare sulle azioni. Al capitolo "passivi" va invece inserita l'incognita Italia: il governo della penisola ha presentato un preventivo 2019 assai più generoso sul fronte della spesa di quanto avesse ventilato l'esecutivo precedente.

In Svizzera fra i bancari - messi sotto pressione già venerdì sulla scia dei timori per l'Italia - sono ulteriormente arretrati UBS (-0,90% a 15,36 franchi) e Credit Suisse (-0,71% a 14,65 franchi), mentre si è difesa meglio Julius Bär (+0,18% a 49,20 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+1,60% a 81,28 franchi), che secondo notizie di stampa sarebbe interessata all'azienda italiana di gioielleria Buccellati, si è rivelata ancora più ispirata di Swatch (+0,95% a 394,00 franchi).

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SDA-ATS