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La borsa svizzera termina un'altra seduta in rialzo nell'ambito di una settimana che si sta rivelando di buon recupero dopo le recenti perdite di corso. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8430,10 punti (+0,49% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,51% a 8342,64 punti.

La giornata è partita in modo timido sulla scia dei deboli dati relativi all'evoluzione del prodotto interno lordo europeo, che in vari paesi - Germania e Francia in primis - è risultato inferiore alle previsioni. L'inflazione è rallentata ancora nell'Eurozona e il rendimento del Bund tedesco è crollato sotto l'1%, minimo storico. Crescono così le attese per ulteriori misure da parte della Banca centrale europea, volte a venire in soccorso ai governi con misure non convenzionali che favoriscono la crescita.

Anche negli Usa ci si interroga però sullo stato dell'economia: le richieste settimanali di sussidio disoccupazione sono aumentate più di quanto si aspettassero gli analisti. In ambito geopolitico hanno trovato nuova linfa le speranza di un allentamento della tensione in Ucraina, dopo le ultime dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin. Gli investitori rimangono però estremamente prudenti, come testimoniato anche dai volumi di contrattazione tutto sommato ridotti.

Sul fronte interno scarseggiavano le notizie di rilievo e i movimenti sono rimasti in larga parte frazionali. Positivi sono rimasti per tutto il giorno i bancari UBS (+0,88% a 16,02 franchi), Credit Suisse (+1,70% a 25,14 franchi) e Julius Bär (+0,91% a 39,76 franchi). Meno tonici sono apparsi gli assicurativi Swiss Re (+0,27% a 73,60 franchi) e Zurich (+0,22% a 270,70 franchi).

In ordine sparso hanno terminato i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,20% a 20,46 franchi), Adecco (+0,23% a 66,00 franchi), Geberit (-0,50% a 298,90 franchi) e Holcim (+1,55% a 72,05 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,06% a 489,20 franchi) e Richemont (-0,23% a 86,55 franchi) hanno sofferto per un cambiamento di obiettivo di corso da parte di Goldman Sachs.

Ferma al palo è rimasta Actelion (invariata a 106,80 franchi), che secondo Bloomberg figura fra i potenziali acquirenti della società biotecnologica americana InterMune, che ha la sua sede europea a Muttenz (BL). Hanno almeno in parte svolto una funzione di traino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,43% a 69,45 franchi), Novartis (+0,38% a 79,00 franchi) e soprattutto Roche (+0,77% a 262,50 franchi), cui gli specialisti attestano un buon potenziale di ripresa dopo gli ultimi arretramenti.

Completano il quadro delle blue chip Givaudan (+0,40% a 1495,00 franchi), SGS (+0,15% a 2020,00 franchi), Swisscom (+1,46% a 520,50 franchi), Syngenta (+0,31% a 323,90 franchi) e Transocean (-0,34% a 35,33 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Evolva (+9,24% a 1,30 franchi), che ha annunciato finanziamenti in arrivo da parte del governo americano. Hanno informato sull'andamento degli affari Dätwyler (+2,43% a 122,00 franchi), Basilea (+6,99% a 102,60 franchi), Orell Füssli (-2,13% a 98,85 franchi) e Walter Meier (-3,85% a 43,75 franchi).

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SDA-ATS