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La borsa svizzera avvia la settimana con una seduta in rialzo, grazie all'ottimismo generato dai passi avanti fatti dalla riforma fiscale americana: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9328,63 punti, in progressione dello 0,58% rispetto a venerdì.

L'SMI ha segnato un nuovo massimo pluriennale durante la seduta a 9384,01 punti. Da parte sua il listino globale SPI ha guadagnato a fine giornata lo 0,63% a 10'684,88 punti.

Il via libera alla normativa tributaria deciso sabato dal Senato ha rinfocolato le speranze riguardo a una nuova spinta congiunturale, non solo negli Stati Uniti. "L'effetto positivo dovrebbe vedersi anche da noi", ha affermato un operatore.

La prospettiva di sgravi fiscali negli Usa - che dovrebbero andare a beneficio di persone agiate - ha inciso in modo non uniforme sui bancari UBS (+0,88% a 17,10 franchi), Credit Suisse (+2,35% a 16,96 franchi) - già ben ispirata la scorsa settimana, sulla scia della giornata degli investitori - e Julius Bär (+0,35% a 57,25 franchi). L'effetto è stato però notato anche sugli assicurativi Zurich (+1,26% a 297,80 franchi), Swiss Life (+1,53% a 332,00 franchi) e - in misura minore - Swiss Re (+0,54% a 92,35 franchi).

Due raccomandazioni di Deutsche Bank hanno stimolato rispettivamente Givaudan (+0,81% a 2231,00 franchi) e, soprattutto, ABB (+2,09% a 25,44 franchi), che ha beneficiato anche della sua forte presenza in Nordamerica. Bene orientati si sono rivelati pure altri valori particolarmente sensibili ai cicli economici come Adecco (+0,55% a 73,60 franchi), Geberit (+1,35% a 428,10 franchi), LafargeHolcim (+0,95% a 53,30 franchi) - il presidente del consiglio di amministrazione Beat Hess ha parlato di errori inaccettabili di Lafarge in Siria - e Sika (+0,07% a 7530,00 franchi). Nel segmento del lusso hanno per contro a lungo marciato sul posto sia Swatch (+0,39% a 362,40 franchi) che Richemont (+0,29% a 85,90 franchi).

Nel comparto farmaceutico Novartis (+0,36% a 84,10 franchi) e Roche (-0,44% a 247,00 franchi) hanno guardato con molta attenzione alla mega-fusione annunciata sul principale mercato del pianeta - quello americano - fra la catena di farmacie CVS e l'assicuratore malattia Aetna: la potenza della nuova entità potrebbe comprimere i margini dei giganti renani.

In difficoltà si è rivelato un altro valore difensivo come Lonza (-1,25% a 252,60 franchi), mentre Nestlé (+0,78% a 84,40 franchi) è rimasta sorvegliata speciale, dopo le voci che la danno interessata a un importante comparto di Merck. Completano lo scacchiere delle blue chip SGS (+1,32% a 2449,00 franchi) e Swisscom (+1,16% a 524,50 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Idorsia (invariata a 21,55 franchi), che ha annunciato una cooperazione con Janssen (filiale di Johnson & Johnson) e l'incasso di 230 milioni di dollari; in apertura il titolo è arrivato a guadagnare il 5%, ma si è poi spento. AMS (+1,41% a 93,30 franchi) ha approfittato di un giudizio positivo di Barclays. In grande spolvero si sono mostrate Tornos (+8,72% a 6,36 franchi), Starrag (+5,89% a 62,00 franchi) e Schaffner (+3,83% a 318,75 franchi), tutte società che potrebbero approfittare di nuovi ordinativi se la congiuntura mondiale girerà a pieno regime.

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SDA-ATS