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Borsa svizzera: chiude in rialzo, SMI +0,58%

La nuova settimana è cominciata bene. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 luglio 2020 - 17:44
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera termina in rialzo una seduta poco movimentata. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 10'470,92 punti, in progressione dello 0,58% rispetto a venerdì, mentre il listino allargato SPI ha guadagnato lo 0,50% a 12'944,85 punti.

Il mercato era partito in territorio negativo, ma con il trascorrere delle ore ha ritrovato fiducia in un quadro generale sostanzialmente povero di impulsi, in attesa della raffica di semestrali dei prossimi giorni.

A livello internazionale a tenere banco sono le discussioni nell'Ue sugli aiuti al rilancio post-Covid, che hanno spinto l'euro a rafforzarsi nei confronti del dollaro; il rapporto sul franco è invece cambiato poco. Rimane inoltre sempre d'attualità il tema della pandemia e le conseguenze che essa continua ad avere sull'economia globale.

Sul fronte interno bene orientati si sono mostrati i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali ABB (+0,56% a 23,34 franchi), Adecco (+0,79% a 45,66 franchi), Geberit (+1,90% a 508,40 franchi), LafargeHolcim (+1,00% a 44,60 franchi) e Sika (+2,02% a 199,95 franchi). Nel settore del lusso Swatch (+0,13% a 196,75 franchi) si è rivelata un po' meno tonica di Richemont (+0,36% a 61,22 franchi).

Scarsamente ispirati sono apparsi i bancari Credit Suisse (-0,05% a 10,05 franchi) e UBS (-0,84% a 11,27 franchi). Sostanzialmente in linea con la media del mercato hanno chiuso gli assicurativi Swiss Life (+0,51% a 357,50 franchi), Swiss Re (+0,50% a 76,20 franchi) e Zurich (+0,90% a 349,20 franchi),

Hanno cercato di trainare il listino Novartis (+0,42% a 82,71 franchi) e Roche (+0,41% a 342,80 franchi), mentre si è defilato il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,17% a 108,56 franchi).

Nel mercato allargato i riflettori erano puntati su Julius Bär (-2,98% a 40,98 franchi), che ha informato sull'andamento degli affari nei primi sei mesi dell'anno: a deludere gli analisti sono stati i dati degli ultimi due mesi.

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