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Borsa svizzera: chiude in rialzo, SMI +0,97%

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 dicembre 2019 - 17:43
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera termina la settimana con una seduta in rialzo, la terza consecutiva: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 10'463,88 punti, in progressione dello 0,97% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,98% a 12'652,97 punti.

La giornata di San Nicolao era partita all'insegna della prudenza, con un certo ottimismo di fondo grazie a segnali incoraggianti provenienti sul fronte della vertenza commerciale fra Stati Uniti e Cina. I corsi hanno però subito una vera accelerazione solo nel pomeriggio, grazie agli ultimi dati sul mercato del lavoro americano: in novembre sono stati creati più impieghi del previsto e la disoccupazione è ulteriormente scesa, ai minimi dal 1969. A dare slancio è stato anche l'accordo tra i paesi aderenti a Opec+ per il taglio delle quote di produzione di petrolio.

In Svizzera l'attenzione degli investitori era concentrata su Swiss Re (+3,02% a 109,00 franchi), che ha annunciato la vendita della sua controllata britannica ReAssure per circa 4 miliardi di franchi. Bene orientati si sono fin da subito rivelati anche gli altri due assicurativi, Swiss Life (+1,20% a 496,50 franchi) - che ha completato un programma di riacquisto di azioni per 1 miliardo di franchi - e Zurich (+1,12% a 396,40 franchi). Non lontani si sono mossi i bancari UBS (+1,27% a 11,95 franchi) e Credit Suisse (+1,33% a 12,99 franchi).

Dopo un inizio incerto è salita di tono, grazie alle ultime novità provenienti da oltre Atlantico, la gran parte dei valori più sensibili ai cicli economici quali ABB (+0,95% a 22,33 franchi), Adecco (+1,40% a 62,24 franchi), Geberit (+1,07% a 546,80 franchi), LafargeHolcim (+0,74% a 51,72 franchi); si è smarcata solo Sika (-0,26% a 173,70 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+2,09% a 75,26 franchi) si è fatta preferire a Swatch (+1,13% a 277,30 franchi).

Hanno trainato il listino Nestlé (+1,33% a 103,90 franchi) e Novartis (+0,93% a 91,28 franchi), mentre meno dinamico è apparso il terzo peso massimo difensivo, Roche (+0,28% a 305,35 franchi), sulla scia di uno studio che avanza la possibilità di una divisione del gruppo fra una unità farmaceutica e una diagnostica. Givaudan (invariata a 2915,00 franchi) è stata penalizzata da un giudizio di Credit Suisse. Completano il quadro delle blue chip Alcon (+0,44% a 54,95 franchi), Lonza (+1,10% a 340,50 franchi), SGS (+1,39% a 2621,00 franchi) e Swisscom (+0,43% a 519,60 franchi).

Nel mercato allargato va segnalato il crollo di Medacta (-21,21% a 69,10 franchi), che ha fatto sapere di non riuscire a mantenere nel 2019 la crescita annunciata. Il vistoso arretramento ha influito anche su Medartis (-2,85% a 46,00 franchi), attiva in settori analoghi. Sorvegliata speciale era AMS (+1,32% a 48,40 franchi), impegnata nel tentativo di prendere il controllo della tedesca Osram.

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