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La borsa svizzera ha avviato la nuova settimana con una seduta in chiaro rialzo. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7848,33 punti, in progressione del 2,50% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha guadagnato il 2,55% a 8143,61 punti.

Il mercato si è fin da subito orientato al bello, grazie anche ai segnali provenienti dalla piazza di Tokyo, salita di oltre il 7%. Gli investitori non sembrano essere spaventati dagli ultimi deboli dati macroeconomici cinesi e giapponesi: al contrario, questi vengono visti come indicatori di possibili nuovi interventi di sostegno delle banche centrali.

In una giornata in cui mancava la bussola di Wall Street - la borsa era chiusa per festività - gli operatori hanno però preferito parlare di un rimbalzo di natura tecnica, che segue un periodo con numerose sedute negative. È troppo presto per stabilire se è in atto una tendenza: l'esperienza del recente passato mostra infatti che dopo ogni momento di ripresa è seguita un'ondata di vendite.

Il clima generale viene descritto come di profonda incertezza. "L'unica cosa sicura è che i mercati rimangono volatili", ha commentato uno specialista. A livello fondamentale non si giustificano i forti sbalzi, in giù e in su, delle ultime sedute. E fra gli analisti c'è chi prevede una netta ripresa dei corsi nel secondo trimestre, per poi magari arrivare a livelli record in estate. Un movimento che potrebbe essere favorito anche dalla pioggia di dividendi - si parla di circa 40 miliardi per le società SMI - che arriverà a breve.

Sul fronte interno sorvegliata speciale era Credit Suisse (+2,67% a 13,45 franchi): l'azione, duramente provata dalle ultime settimane, è arrivata a crescere in apertura di oltre l'8%, ma ha poi ridotto i guadagni. In tutta Europa i bancari erano in ripresa e non hanno fatto eccezione nemmeno UBS (+2,07% a 14,80 franchi) e Julius Bär (+3,42% a 39,65 franchi). Nel comparto assicurativo Swiss Re (+4,01% a 89,45 franchi) è apparsa ancora più ispirata di Zurich (+2,77% a 211,30 franchi).

Bene orientati sono rimasti per tutta la giornata pure i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura - e strapazzati negli ultimi tempi - come ABB (+3,26% a 17,11 franchi), Adecco (+3,53% a 55,70 franchi), Geberit (+3,94% a 359,00 franchi) e LafargeHolcim (+4,64% a 36,98 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+3,58% a 335,60 franchi) è apparsa ancora più tonica di Richemont (+3,77% a 64,75 franchi).

Syngenta (+1,86% a 400,30 franchi) si è rivelata sorprendentemente stabile nelle ultime movimentate sedute, ma va detto che il prezzo dell'azione rimane ancora lontano da quello offerto da ChemChina, 465 dollari: gli investitori continuano a temere un veto americano all'acquisizione.

Non si sono sottratti alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (+2,36% a 73,60 franchi), Novartis (+1,83% a 72,20 franchi) e Roche (+2,42% a 250,20 franchi). L'unico valore rimasto fermo ai blocchi di partenza è Transocean (+0,11% a 8,90 franchi), che ha sofferto le incertezze legate al prezzo del petrolio.

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+3,08% a 133,90 franchi), Givaudan (+2,61% a 1811,00 franchi), SGS (+2,78% a 1922,00 franchi) e Swisscom (+2,76% a 480,80 franchi)

Nel mercato allargato Lastminute (invariata a 10,00 franchi) ha rivisto al ribasso le sue previsioni per il 2015. Leonteq (+8,29% a 94,00 franchi) ha approfittato in modo marcato della ripresa del settore finanziario.

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SDA-ATS