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La borsa svizzera inaugura la settimana con una seduta in lieve ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8664,80 punti, in flessione dello 0,06% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,04% a 9537,08 punti.

Archiviate le ultime giornate positive gli investitori si sono mostrati prudenti, in attesa della riunione prevista per giovedì della Banca centrale europea e del rapporto mensile sul mercato del lavoro americano, che sarà pubblicato venerdì. Il documento viene considerato decisivo per capire se la Federal Reserve alzerà i tassi già il prossimo 15 marzo.

In tutta Europa sotto pressione sono rimasti i bancari, dopo che Deutsche Bank ha annunciato un aumento di capitale e un cambio di strategia. UBS (-1,23% a 16,02 franchi) e Julius Bär (-0,32% a 49,09 franchi) hanno almeno in parte contenuto le perdite, mentre Credit Suisse (-4,26% a 15,27 franchi) è apparsa fin da subito in affanno: stando alla SonntagsZeitung il gruppo starebbe fra l'altro pensando a rinunciare al previsto sbarco in borsa della sua filiale elvetica.

Le vendite del comparto finanziario hanno interessato anche gli assicurativi Zurich (-0,25% a 283,10 franchi), Swiss Life (-0,61% a 323,30 franchi) - che ha sofferto per i realizzi di guadagno dopo la pubblicazione venerdì del bilancio 2016 - e Swiss Re (-0,28% a 90,20 franchi).

In ordine sparso si sono mossi i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,52% a 22,79 franchi), Adecco (+0,57% a 70,20 franchi), Geberit (-0,05% a 437,80 franchi) e LafargeHolcim (-0,77% a 58,35 franchi). Nel segmento del lusso hanno accelerato sia Swatch (+0,62% a 338,70 franchi), sia Richemont (+0,33% a 75,50 franchi), sostenute dalle notizie rassicuranti riguardo alla futura crescita cinese emerse nel fine settimana dal Congresso del popolo a Pechino.

Syngenta (-0,23% a 439,80 franchi) è rimasta osservata speciale: ChemChina ha annunciato di aver chiesto l'autorizzazione delle fusione in Cina, dopo che in precedenza un ex ministro aveva detto che non era stata presentata alcuna domanda.

Un colpo di reni di Nestlé (+0,74% a 75,20 franchi) nel finale ha aiutato il listino, mentre scarso dinamismo è stato offerto dagli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (+0,07% a 76,30 franchi) e Roche (+0,12% a 260,60 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (-0,36% a 273,50 franchi), Givaudan (+0,28% a 1823,00 franchi), SGS (invariata a 2116,00 franchi) e Swisscom (+0,02% a 446,50 franchi).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Alpiq (+2,14% a 85,90 franchi), Flughafen Zürich (-0,05% a 204,00 franchi) e VZ Holding (-3,18% a 296,75 franchi).

SDA-ATS

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