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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,07%

La borsa svizzera ha chiuso contrastata una seduta assai poco effervescente, complici la scarsità di impulsi e l'approssimarsi di quattro giorni di chiusura.

L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9130,60 punti, in flessione dello 0,07% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,01% a 9144,53 punti.

Prima del lungo fine settimana pasquale gli investitori sono apparsi poco propensi ad impegnarsi, ciò che si è riflettuto sui volumi di contrattazione, risultati più scarsi della media. Gli indici sono così rimasti praticamente incollati alla parità.

Gli ultimi deboli indicatori congiunturali americani sono considerati da taluni quale segnale negativo in vista dell'avvio, fra una settimana, della stagione dei trimestrali. Oggi i mercati non hanno praticamente reagito al dato delle richieste settimanali di sussidio disoccupazione, calate più del previsto, e a quello relativo al deficit commerciale, sceso in febbraio ai minimi degli ultimi cinque anni. Vi è invece molta attesa per la pubblicazione, domani, del rapporto mensile sul mercato del lavoro Usa: ma gli operatori elvetici potranno reagire solo martedì, mentre Wall Street lunedì sarà aperta.

Sul fronte interno non hanno presentato un orientamento unitario i bancari UBS (+0,38% a 18,54 franchi), Credit Suisse (-0,79% a 26,34 franchi) e Julius Bär (-0,18% a 48,90 franchi), che in un primo tempo avevano approfittato piuttosto bene - come ieri - dell'afflusso di nuovi capitali con l'inizio del trimestre. Si sono per contro mantenuti saldamente in rialzo gli assicurativi Swiss Re (+0,21% a 94,70 franchi) e Zurich (+0,92% a 330,50 franchi).

In difficoltà sono rimasti per tutta la giornata valori sensibili ai cicli congiunturali come Adecco (-1,04% a 80,60 franchi), Geberit (-0,22% a 365,20 franchi) e Holcim (-0,21% a 72,60 franchi), mentre ABB (+0,10% a 20,74 franchi) ha accelerato nel finale. Transocean (+0,78% a 14,30 franchi) ha annunciato la rottamazione di due piattaforme petrolifere. Non omogeneo è risultato l'andamento del segmento del lusso, con Richemont (+0,57% a 78,95 franchi) più tonica di Swatch (-0,29% a 410,10 franchi).

Passando a titoli più difensivi, Swisscom (+0,80% a 567,50 franchi) ha acquisito una partecipazione del 9% in Finnova. Non hanno brillato i pesi massimi Nestlé (+0,07% a 73,15 franchi), Roche (-0,34% a 266,50 franchi) - favorita in un primo tempo dai rialzi dell'obiettivo di corso da parte di KeplerCheuvreux e Morgan Stanley - e Novartis (-0,36% a 96,10 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (+0,27% a 112,40 franchi), Givaudan (-0,63% a 1741,00 franchi), SGS (-0,69% a 1861,00 franchi) e Syngenta (+0,30% a 335,00 franchi).

Nel mercato allargato ha chiuso bene Sika (+0,46% a 3505,00 franchi), che in apertura aveva lasciato sul terreno il 3% dopo la decisione della Commissione delle offerte pubbliche di acquisto (COPA) che ha stabilito la validità della clausola di opting-out, di cui potrà approfittare Saint-Gobain. Interesse ha suscitato un'intervista del presidente della direzione di Straumann (+1,17% a 260,00 franchi), Marco Gadola, che ha parlato del potenziamento delle attività oltre Oceano e dell'abbandono dell'idea di pagare i frontalieri in euro.

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