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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,21%

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2019 - 17:45
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera chiude in ribasso una seduta vissuta con lo sguardo all'asse Washington-Pechino: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 10'429,27 punti, giù dello 0,21% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,12% a 12'614,74 punti.

Tutti i mercati europei erano partiti bene, sulla scia della decisione del presidente statunitense Donald Trump di dare il via libera all'accordo con la Cina sui dazi. In seguito è tornata però a prevalere la prudenza, con gli investitori che si interrogano sui contenuti dell'intesa. Anche sul fronte della Brexit la vittoria dei conservatori è stata accolta come un passo avanti, ma è convinzione comune che sussistano ancora fattori di incertezza.

La prospettiva di una certa distensione nel commercio internazionale ha comunque spinto i titoli più sensibili ai cicli economici quali ABB (+0,22% a 23,27 franchi), Adecco (+0,55% a 61,62 franchi), LafargeHolcim (+0,54% a 52,48 franchi) e Sika (+0,65% a 178,00 franchi); si è smarcata solo Geberit (-0,99% a 539,80 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+0,16% a 75,30 franchi) e Swatch (+0,14% a 276,90 franchi) hanno avuto un avvio quasi euforico, ma hanno poi parzialmente ripiegato.

Contrastati si sono rivelati i bancari UBS (+0,67% a 12,07 franchi) e Credit Suisse (-0,34% a 13,12 franchi). In rosso hanno chiuso gli assicurativi Swiss Re (-0,74% a 107,85 franchi), Zurich (-0,40% a 394,10 franchi) e Swiss Life (-0,95% a 488,40 franchi).

Hanno inciso negativamente sul listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,14% a 102,94 franchi), Novartis (-0,07% a 91,21 franchi) e Roche (-0,60% a 300,55 franchi). Completano il quadro delle blue chip Alcon (-0,44% a 54,84 franchi), Givaudan (-0,79% a 2900,00 franchi), Lonza (-0,24% a 335,60 franchi), Swisscom (-0,19% a 517,60 franchi) e SGS (-0,54% a 2602,00 franchi).

Nel mercato allargato l'avvicinamento fra Stati Uniti e Cina ha fatto bene in particolare ai valori tecnologici quali Temenos (+3,47% a 152,00 franchi) e AMS (+1,97% a 42,87 franchi). EFG International (+6,56% a 6,82 franchi) si è trovata una volta ancora al centro di voci che la vedono forse acquisita dal concorrente Julius Bär (+1,27% a 48,70 franchi).

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