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La borsa svizzera chiude in lieve ribasso una seduta poco movimentata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8330,93 punti, in flessione 0,24% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,21% a 9112,56 punti.

La settimana è cominciata allo stesso modo di come era finita quella precedente. Alla luce del perdurare della politica monetaria espansiva praticata dalle banche centrali - oggi il presidente della BCE Mario Draghi ha detto che la ripresa continua ad aver bisogno di stimoli - le prospettive per i mercati azionari sono giudicate fondamentalmente positive. Non mancano però i fattori d'incertezza, legati in particolare alla politica economica del presidente americano Donald Trump.

Sul fronte interno la settimana si annuncia all'insegna dei risultati aziendali: nei prossimi giorni le pubblicazioni al riguardo aumenteranno notevolmente.

Per quanto concerne i singoli titoli, sono scivolati all'indietro, come nel resto d'Europa, i bancari UBS (-1,12% 15,82 franchi) e Credit Suisse (-0,86% a 14,95 franchi), che hanno approfittato solo inizialmente dell'allentamento delle normative sulla finanza annunciato dalla nuova amministrazione americana. Julius Bär (+0,24% a 46,86 franchi) è da parte sua partita azzoppata per un giudizio di Kepler Cheuvreux, ma si è poi risollevata. Hanno cambiato orientamento nel corso della giornata gli assicurativi Zurich (-0,52% a 285,20 franchi), Swiss Life (pure -0,52% a 206,50 franchi) e Swiss Re (-0,53% a 93,90 franchi).

In rosso hanno finito la giornata anche i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-1,15% a 23,18 franchi), Adecco (-0,07% a 70,90 franchi), Geberit (-0,50% a 420,10 franchi) e LafargeHolcim (-0,64% a 54,70 franchi).

Gli ordini di vendita hanno interessato ancora di più, nel segmento del lusso, Swatch (-2,16% a 340,00 franchi) e Richemont (-1,79% a 74,20 franchi): gli specialisti spiegano questi cali da una parte con i realizzi di guadagno dopo la buona performance vissuta dall'inizio dell'anno, dall'altra con i dubbi suscitati dalle previsioni 2017 del CEO di Swatch Nick Hayek, giudicate troppo ottimistiche.

In ordine sparso si sono mossi i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,27% a 72,65 franchi), Novartis (+0,55% a 73,25 franchi) e Roche (+0,13% a 236,10 franchi). Quest'ultimo gruppo farmaceutico ha fatto sapere di aver ottenuto una nuova omologazione per il suo medicinale anti-tumorale Herceptin.

Completano lo scacchiere dei 20 titoli principali Actelion (+0,43% a 258,00 franchi), Givaudan (+0,64% a 1727,00 franchi), SGS (-0,67% a 2062,00 franchi), Syngenta (-0,38% a 423,10 franchi) e Swisscom (-0,28% a 431,20 franchi).

Nel mercato allargato sono stati accolti molto bene i risultati annuali di DKSH (+8,85% a 80,55 franchi). Ha informato sull'andamento degli affari anche Energiedienst Holding (-0,40% a 25,20 franchi).

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SDA-ATS