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La Borsa svizzera termina con una seduta in lieve ribasso una settimana a dir poco tumultuosa. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8785,10 punti, in flessione dello 0,31% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,33% a 8943,21 punti.

Dopo quattro giornate sulle montagne russe - lunedì SMI -3,75%, martedì +3,42%, mercoledì -2,40%, giovedì +3,09% - gli investitori hanno cercato oggi di adattare le loro posizioni e di minimizzare i rischi prima della pausa del week-end.

I volumi di contrattazione sono risultati in calo ma l'indice di volatilità VSMI è rimasto a livelli elevati (27 punti). Dopo aver aperto in rialzo il mercato ha presto virato in negativo, ampliando anche le perdite con il trascorrere delle ore. Ma nulla in confronto alle raffiche di vendite viste di recente: nel finale il mercato ha anche recuperato, finendo ampiamente sopra i massimi di giornata.

Diversi dati macroeconomici pubblicati oggi - i consumi negli Usa e il Pil in Svizzera - non hanno influenzato i corsi. Gli interrogativi di tutti gli operatori continuano invece a ruotare intorno agli stessi due temi: lo sviluppo congiunturale in Cina e i tempi dell'innalzamento dei tassi negli Usa.

Sul fronte interno sotto pressione è risultata Adecco (-3,17% a 74,75 franchi), che ha sofferto per un cambiamento delle regole del lavoro temporaneo negli Usa, un mercato all'origine del 21% dei ricavi della multinazionale. In ordine sparso si sono mossi altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,32% a 18,56 franchi), LafargeHolcim (+0,24% a 61,45 franchi) e Geberit (-1,61% a 306,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,25% a 374,00 franchi) è sempre rimasta un passo davanti a Richemont (+0,69% 73,00 a franchi).

Fra i bancari UBS (+0,45% a 19,95 franchi) si è mostrata più tonica di Credit Suisse (-0,69% a 25,99 franchi) e Julius Bär (-0,52% a 47,48 franchi). In sintonia si sono mossi gli assicurativi Swiss Re (-0,30% a 82,60 franchi) e Zurich (-0,37% a 266,50 franchi). Fra i pesi massimi uno sprint finale ha permesso a Nestlé (-0,14% a 70,90 franchi) e Novartis (-0,16% a 94,20 franchi) di staccare almeno in parte Roche (-1,42% a 263,20 franchi).

Transocean (+12,74% a 13,27 franchi) si è mostrata una volta ancora estremamente volatile. I quadro delle blue chip va completato con Actelion (-0,38% a 130,30 franchi), Givaudan (+0,24% a 1653,00 franchi), SGS (+0,35% a 1702,00 franchi), Syngenta (-0,46% a 323,70 franchi) e Swisscom (-0,57% a 519,00 franchi).

Nel mercato allargato sono stati accolti bene i semestrali di Alpiq (+2,78% a 90,45 franchi): l'andamento riflette le speranze che l'azienda abbia fatto tabula rasa nei suoi bilanci e non nasconda più sorprese negative. Hanno informato sull'andamento degli affari anche altre imprese, fra cui Adval Tech (-3,70% a 164,00 franchi), Bachem (+0,29% a 51,75 franchi) ed Edmond de Rothschild (+4,65% a 18'000,00 franchi).

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SDA-ATS