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ZURIGO - Inizio di settimana negativo per la borsa svizzera: affossato da un tonfo di Transocean l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 6156,64 punti (-0,45% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,51% a 5443,90 punti. Dopo un'apertura debole il mercato si è ripreso, virando in positivo nel pomeriggio, ma nel finale ha perso terreno sulla scia di Wall Street.
La seduta è stata tranquilla, con volumi di scambio limitati. In considerazione del perdurare delle incertezze sull'ampiezza della ripresa e sulla tenuta della zona euro (oggi vi è stato il taglio al rating dell'Irlanda da parte di Moody's) diversi investitori rimangono prudenti. Gli operatori hanno notato peraltro acquisti su titoli di società che nei prossimi tempi presenteranno risultati (questa settimana lo faranno ABB, Julius Bär, Credit Suisse, Roche, Lonza e Syngenta).
Questo spiega forse il buon andamento di Credit Suisse (+0,30% a 43,16 franchi), che ha terminato molto meglio dei due altri bancari, UBS (-0,47% a 14,97 franchi) e Julius Bär (-0,92% a 32,26 franchi). Sotto la linea hanno chiuso gli assicurativi Swiss Re (-0,19% a 46,67 franchi) e Zurich (-0,38% a 239,10 franchi).
Sono rimasti vicino alla parità i difensivi Nestlé (+0,09% a 53,10 franchi) e Novartis (-0,19% a 52,30 franchi), mentre Roche (-0,35% a 144,00 franchi) è apparsa più sotto pressione. I titoli più legati alla congiuntura, come ABB (-0,93% a 19,11 franchi) e Holcim (-0,59% a 67,55 franchi), hanno ripiegato nel finale. Ma l'unica blue chip in netta difficoltà è stata Transocean (-7,53% a 51,60 franchi), dopo le nuove notizie negative proveniente dal Golfo del Messico.

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SDA-ATS