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Nessuno scossone: la reazione della borsa svizzera all'esito del referendum in Grecia è stata molto misurata. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8862,78 punti, giù dello 0,56% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,60% a 8992,71 punti.

Il mercato elvetico ha avviato stamane le contrattazioni in flessione dell'1,2%, ma si è poi ripreso rapidamente, mantenendosi - insieme a Londra - migliore delle altre piazze continentali. Anche l'indice di volatilità, salito la settimana scorsa ai massimi da gennaio, è calato di circa il 10%.

Il franco, che quando i mari si fanno tempestosi è considerato tradizionalmente un porto sicuro, ha visto il corso rimanere praticamente immutato rispetto a venerdì: l'euro era scambiato oggi a poco più di 1,04 franchi.

Il no sorprendentemente netto opposto dal popolo ellenico alla proposte di misure di risparmio e aiuto ha chiaramente creato una nuova situazione. Gli investitori sembrano però voler assumere un orientamento attendista, aspettando gli ulteriori sviluppi. Tanto più che a livello congiunturale i segnali sono interessanti: l'Eurozona dovrebbe conoscere un'accelerazione della crescita nel secondo semestre.

Per quanto riguarda i singoli titoli a causa della crisi ellenica hanno sofferto i bancari UBS (-2,50% a 19,90 franchi), Credit Suisse (-2,14% a 26,48 franchi) e Julius Bär (-2,84% a 51,30 franchi). Meno marcato è stato l'arretramento degli assicurativi Swiss Re (-1,08% a 82,55 franchi) e Zurich (-0,97% a 286,10 franchi).

Sotto la linea si sono mossi pure i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali ABB (-0,82% a 19,39 franchi), Adecco (-2,61% a 74,50 franchi), Geberit (-1,11% a 310,70 franchi) e Holcim (-1,42% a 69,55 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,13% a 366,40 franchi), interessata da un cambiamento di obiettivo di corso operato da Bernstein, ha chiuso non molto lontano da Richemont (-1,63% a 75,25 franchi).

Vendite sono state segnalate pure su Syngenta (-1,35% a 394,10 franchi), dopo che Monsanto ha fatto sapere di essere pronta ad aumentare la sua offerta solo dopo aver visto i libri contabili del gruppo renano. Molto mosse sono risultate come sempre le acque vicino a Transocean (-3,20% a 14,22 franchi).

Hanno offerto una certa resistenza alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,29% a 68,80 franchi), Novartis (-0,11% a 92,95 franchi) e Roche (+0,11% a 265,40 franchi). Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-1,81% a 135,80 franchi), SGS (-0,36% a 1664,00 franchi) e Swisscom (-0,94% a 524,50 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Zehnder (-2,70% a 34,20 franchi), che ha lanciato un avvertimento sugli utili semestrali informando nel contempo sul dato provvisorio delle vendite. Emmi (-0,25% a 301,50 franchi) ha da parte sua fatto sapere che la forza del franco sta incidendo sulle attività all'estero. Arbonia-Forster (-0,30% a 16,65 franchi) ha inizialmente beneficiato di un rimbalzo, dopo aver subito la settimana scorsa le conseguenze dell'improvvisa partenza del CEO William Christensen.

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SDA-ATS