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La borsa svizzera chiude in ribasso una giornata ricca di avvenimenti politici, decisioni monetarie e dati congiunturali. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8811,62 punti, in flessione dello 0,73% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha perso lo 0,68% a 10'054,96 punti. Il mercato ha vissuto una mattinata piatta, caratterizzata da un clima di grande prudenza, per poi scivolare in negativo nel pomeriggio.

Gli occhi degli investitori erano oggi puntati sul presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi, sulla premier britannica Theresa May e sul presidente americano Donald Trump. Erano infatti in programma la riunione del comitato direttivo della Bce, le elezioni nel Regno Unito - il cui esito sarà noto solo nella notte - e l'audizione al Congresso americano dell'ex capo dell'FBI James Comey, che potrebbe accentuare la pressione su Trump.

Sul fronte monetario la Bce ha lasciato invariati i tassi e ha rinunciato a mantenere l'opzione di una ulteriore riduzione. L'istituto di Francoforte ha anche corretto al rialzo le previsioni sulla crescita dell'Eurozona, tagliando per contro le stime sull'inflazione.

In ambito congiunturale le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti sono scese la settimana scorsa, ma meno di quanto si aspettassero gli analisti. E le quotazioni del petrolio sono risultate nuovamente in calo, con il barile a poco più di 45 dollari.

Sul listino elvetico ha avuto un forte impatto la debolezza di Nestlé (-2,23% a 80,95 franchi), che ha sofferto per i realizzi di guadagno dopo che di recente è salita ai massimi di sempre. Hanno per contro limitato i danni Roche (-0,40% a 247,50 franchi) - che potrebbe essere interessata negli Usa da una causa collettiva per la sua politica di informazione sul farmaco Perjeta - e Novartis (-0,06% a 78,50 franchi).

Bene orientati si sono rivelati la gran parte dei valori maggiormente sensibili ai cicli economici come ABB (+0,37% a 24,47 franchi), Adecco (+1,24% a 73,30 franchi) - che ha approfittato di buoni congiunturali dell'Eurozona - e LafargeHolcim (+0,54% a 56,30 franchi), mentre ha arrancato Geberit (-0,75% a 448,90 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-2,18% a 358,40 franchi) è scivolata più indietro di Richemont (-0,57% a 79,00 franchi).

Hanno ripiegato i bancari UBS (-0,78% a 15,34 franchi), Credit Suisse (-0,30% a 13,21 franchi) - che ha annunciato di aver raccolto oltre 4 miliardi di franchi con un aumento di capitale - ma non Julius Bär (+0,26% a 49,90 franchi). Non hanno presentato un andamento unitario nemmeno gli assicurativi Zurich (+0,04% a 282,90 franchi), sostenuta da un giudizio di Goldman Sachs, Swiss Life (-0,34% a 319,00 franchi) e Swiss Re (-0,34% a 87,15 franchi).

Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-0,36% a 1953,00 franchi), Lonza (-0,40% a 199,30 franchi), SGS (-0,48% a 2299,00 franchi), Sika (-0,55% a 6275,00 franchi) e Swisscom (-0,28% a 459,20 franchi).

Nel mercato allargato Leclanché (+7,59% a 2,55 franchi) ha fatto sapere che intende ricapitalizzarsi per far fronte alla crescita degli affari, testimoniata da un aumento delle commesse. Helvetia (-0,27% a 546,00 franchi) ha tenuto la giornata degli investitori, ma non sono emerse novità. Intanto è notizia di oggi che la borsa avrà presto una nuova matricola: la società Zur Rose ha fatto sapere che intende entrare sul mercato entro la fine dell'anno.

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SDA-ATS