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La borsa svizzera ha chiuso in rosso una seduta caratterizzata da un andamento ondivago: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8123,74 punti, in flessione dello 0,89% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,85% a 8425,14 punti.

Il mercato elvetico si è reso protagonista di un saliscendi per tutta la giornata, prima di imboccare nel tardo pomeriggio la via del deciso ribasso, dopo la pubblicazione negli Usa dell'indice Ism dei servizi calato ai minimi dal 2014.

Su tutte le piazze continua a destare preoccupazione il prezzo del petrolio. È stato accolto male anche qualche risultato aziendale, a cominciare da quello di Yahoo. Non mancano perciò i segnali di un rallentamento della congiuntura.

Sul fronte interno la notizia del giorno era l'offerta del colosso cinese ChemChina, che intende pagare 43 miliardi di franchi per rilevare Syngenta (+2,73% a 403,00 franchi). L'acquirente offre 465 dollari: il fatto che il corso dell'azione rimanga ancora nettamente inferiore è segno che vi sono dubbi circa la riuscita dell'operazione, ha osservato un operatore. E il titolo, che in mattinata è arrivato a salire del 7%, è andato sempre più rallentando.

Dopo una buona partenza ha ripiegato all'indietro ABB (-0,52% a 17,26 franchi), che ha chiuso nel quadro di altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come Adecco (-0,25% a 59,50 franchi), Geberit (-0,11% a 359,10 franchi) e LafargeHolcim (-1,19% a 39,89 franchi). Nel segmento del lusso sono stati accolti in modo negativo i conti di Swatch (-1,36% a 334,30 franchi), mentre meglio orientata è apparsa Richemont (+0,62% a 64,60 franchi).

Parecchio volatile si è rivelato il comparto bancario, già sotto pressione ieri. Alla vigilia della presentazione dei conti 2015 Credit Suisse (-2,13% a 16,53 franchi) è arrivata a guadagnare fino al 4% sulla scia di voci su una possibile cessione di parti dell'investment banking, ma ha poi bruscamente cambiato registro, andando ad inserirsi fra UBS (-0,64% a 15,44 franchi) e Julius Bär (-4,18% a 39,01 franchi). Nuvole hanno caratterizzato anche il cielo sopra gli assicurativi Zurich (-2,09% a 215,00 franchi) e Swiss Re (-1,56% a 91,35 franchi).

Fra i pesi massimi difensivi ha limitato le perdite Nestlé (-0,40% a 75,20 franchi), mentre sono arretrati pesantemente Roche (-1,30% a 257,30 franchi) e Novartis (-1,74% a 76,40 franchi). Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-1,49% a 132,30 franchi), Givaudan (+0,58% a 1919,00 franchi), SGS (-0,16% a 1926,00 franchi), Swisscom (+0,30% a 502,50 franchi) e Transocean (-2,31% a 9,08 franchi).

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SDA-ATS