La borsa svizzera chiude in ribasso una seduta trascorsa quasi interamente in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8778,76 punti, in flessione dell'1,05% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso 0,94% a 8948,58 punti.

L'ottimismo che aveva contraddistinto le ultime tre sedute ha lasciato il posto alla cautela. Gli investitori procedono con i piedi di piombo: troppe sono ancora le incognite relative alla crescita mondiale e alla stretta monetaria attesa negli Usa.

Il mercato è partito male sulla scia delle chiusure negative in Asia, anche a causa di cattivi dati congiunturali riguardanti il Giappone. Vi è poi stato un recupero e una fugace sortita in territorio positivo, ma nel pomeriggio è tornato il pessimismo.

Negli Usa sono calate le richieste di sussidio disoccupazione, in linea con le attese. Wall Street ha aperto debole ma è andata poi rinfrancandosi.

Sul fronte interno acquisti hanno interessato Actelion (+1,85% a 137,30 franchi), al centro di nuove voci che la vorrebbero nel mirino dell'americana Gilead o dell'irlandese Shire. Il nuovo affiorare delle paure relative alla congiuntura cinese ha per contro messo sotto pressione il segmento del lusso, con Swatch (-2,14% a 371,10 franchi) e Richemont (-2,07% a 70,95 franchi).

Hanno chiaramente ripiegato rispetto ai massimi di seduta altri valori particolarmente sensibili ai cicli economici come ABB (-2,00% a 18,16 franchi), Adecco (-0,79% a 75,60 franchi), Geberit (-0,65% a 306,90 franchi) e LafargeHolcim (-1,28% a 57,70 franchi). Transocean (-3,09% a 13,78 franchi) è apparsa ben lontana dall'ottima performance di ieri.

Quasi perfettamente in linea hanno chiuso i bancari UBS (-1,28% a 20,05 franchi), Credit Suisse (-1,57% a 25,78 franchi) e Julius Bär (-1,87% a 45,25 franchi), mentre uno scarto maggiore ha contraddistinto gli assicurativi Swiss Re (-0,30% a 84,10 franchi) e Zurich (-1,24% a 263,70 franchi). Non sono riusciti a frenare il movimento generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,55% a 72,05 franchi), Novartis (-1,00% a 93,85 franchi) e Roche (-1,14% a 259,10 franchi).

Sorvegliata più del solito è risultata Swisscom (-2,11% a 510,00 franchi): la società telecom è al centro di un esame della Commissione della concorrenza per la sua alleanza pubblicitaria con la SRG SSR e Ringier. Completano lo scacchiere delle blue chip Givaudan (-1,56% a 1645 franchi), SGS (-0,68% a 1742,00 franchi) e Syngenta (-1,21% a 334,70 franchi).

Nel mercato allargato Sunrise (-3,91% a 55,35 franchi) ha sofferto per un cambiamento di obiettivo di corso da parte di Deutsche Bank. Forbo (+2,21% a 1063,00 franchi) ha avviato un programma di riacquisto di titoli. Orascom (+4,35% a 12,00 franchi) ha trovato un partner per un progetto alberghiero in Egitto.

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