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La borsa svizzera ha chiuso in calo una seduta attendista e con bassi volumi di contrattazione. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8764,11 punti, in flessione dell'1,11% rispetto a ieri.

Anche il listino globale SPI ha perso l'1,11%, attestandosi a 8893,30 punti.

Il mercato è stato a lungo indeciso sull'orientamento da prendere, rimanendo incollato intorno alla soglia di parità, per poi arretrare nel finale, anche in seguito al calo del prezzo del petrolio.

L'atmosfera generale era di cautela. In attesa di novità riguardo alla crisi greca - oggi era in programma una forse cruciale riunione dei ministri delle finanze dell'Eurozona - gli investitori hanno preso atto dell'ultimo dato sul deficit commerciale americano, risultato inferiore alle attese.

L'attenzione si sta già peraltro spostando alla giornata di domani, quando oltre Atlantico comincerà la nuova stagione dei semestrali, avviata come sempre dal gigante dell'alluminio Alcoa. Nessuno vuole esporsi troppo, prima di poter tastare il polso all'economia reale: non sorprende quindi la scarsa propensione a sottoscrivere affari osservata oggi.

Per quanto riguarda i singoli titoli forti perdite hanno interessato Swatch (-2,84% a 356,00 franchi), dopo che Citigroup ha ridotto l'obiettivo di corso. Nello stesso segmento del lusso non ha peraltro brillato nemmeno Richemont (-2,13% a 73,65 franchi): su tutto il settore pesa indirettamente il forte arretramento dei corsi delle azioni in Cina.

Osservata speciale era ancora una volta Syngenta (-1,29% a 389,00 franchi): in un'intervista il CEO di Monsanto Hugh Grant ha parlato di colloqui molto costruttivi con gli azionisti del gruppo renano in vista di una fusione.

In evidenza è stata inizialmente anche Holcim (-1,29% a 68,65 franchi): la spinta fornita da un cambiamento di raccomandazione operato da Merrill Lynch è andata però poi spegnendosi con il passare delle ore. Sin da subito sotto la linea si sono mossi gli altri titoli particolarmente dipendenti dalla congiuntura, quali ABB (-1,96% a 19,01 franchi), Adecco (-2,01% a 73,00 franchi) e Geberit (-2,19% a 303,90 franchi). Transocean (-2,88% a 13,81 franchi) è stata penalizzata dall'evoluzione del costo del greggio.

I bancari UBS (-0,95% a 19,71 franchi), Credit Suisse (-0,91% a 26,24 franchi) e Julius Bär (-1,56% a 50,50 franchi) hanno frenato nel finale e si sono allineati agli assicurativi Swiss Re (-0,67% a 82,00 franchi) e Zurich (-1,57% a 281,60 franchi). Una certa resistenza alla corrente generale è stata fornita da Nestlé (-0,29% a 68,60 franchi) e Novartis (-0,59% a 92,40 franchi), mentre si è defilato il terzo peso massimo difensivo, Roche (-1,96% a 260,20 franchi).

Per completare il quadro delle blue chip vanno citate anche Actelion (-1,33% a 134,00 franchi), Givaudan (-1,95% a 1606,00 franchi), SGS (-1,68% a 1636,00 franchi) e Swisscom (-0,76% a 520,50 franchi).

Nel mercato allargato ha chiuso piatta Molecular Partners (invariata a 33,20 franchi), inizialmente assai tonica grazie ai progressi annunciati dalla società partner Allergan nello sviluppo di un medicinale. In forte calo Aryzta (-4,62% a 43,81 franchi), dopo una valutazione negativa di Société Générale. Oggi è stato l'ultimo giorno di quotazione per Bondpartners (-2,97% a 685,00 franchi), società finanziaria specializzata in obbligazioni in divise estere.

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SDA-ATS