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Inizio di settimana al ribasso per la Borsa svizzera, che per tutta la seduta ha sofferto l'ondata di realizzi di guadagno seguiti alle ultime notizie negative provenienti dagli Stati Uniti e dall'Asia. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8405,10 punti (-1,15% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso l'1,13% a 8182,47 punti.

Il Nasdaq ha subito nell'ultima seduta della settimana scorsa un tonfo del 2,60%, l'arretramento più consistente dal 2011, e oggi è sceso ai minimi da due mesi. Le piazze europee hanno però limitato le perdite, in quanto la correzione dei corsi ha favorito il rientro di alcuni investitori sul mercato. Gli specialisti parlano di una fase di assestamento, dopo il periodo favorevole vissuto da metà marzo.

La propensione generale al rischio è apparsa peraltro limitata, soprattutto in attesa di conoscere gli ultimi dati in materia di profitti aziendali: se ne saprà qualcosa di più già domani, quando negli Usa il gigante dell'alluminio Alcoa darà il via - come da tradizione - alla stagione dei risultati trimestrali. Nel frattempo il riacutizzarsi delle tensioni in Ucraina non ha favorito l'atmosfera generale.

Sul fronte interno non sono mancate le notizie di rilievo. Sorvegliata speciale era Holcim (+1,68% a 81,55 franchi), assai volatile dopo l'annuncio della fusione con il concorrente francese Lafarge: dopo un avvio negativo è arrivata a guadagnare oltre il 7%, per poi azzerare nuovamente i guadagni e salire di nuovo nel finale. Venerdì il valore si era già mosso a scatti, con punte del +8%.

Costantemente in rosso si sono per contro presentati gli altri principali titoli legati alla congiuntura, ABB (-0,99% a 23,01 franchi), Adecco (-3,11% a 73,30 franchi) e Geberit (-2,87% a 284,60 franchi), che da oggi era scambiata senza la cedola per il dividendo. Anche il segmento del lusso, con Swatch (-1,17% a 550,50 franchi) e Richemont (-1,28% a 85,05 franchi), è apparso inusualmente sotto tono.

Roche (-1,78% a 259,10 franchi), che ha comunicato di aver rilevato l'americana IQuum, con il passare delle ore ha accentuato il trend negativo, che non ha risparmiato peraltro nemmeno gli altri due pesi massimi difensivi, Nestlé (-0,15% a 67,35 franchi) e Novartis (-1,21% a 73,50 franchi).

Si sono mossi invece meglio del mercato Syngenta (-0,30% a 336,50 franchi), che ha assunto il controllo dell'italiana Società Produttori Sementi, e soprattutto Givaudan (+0,51% a 1377,00 franchi), che venerdì presenterà l'ultima statistica sulle vendite.

Fortemente al ribasso sono rimasti per tutta la giornata i bancari UBS (-2,04% a 18,22 franchi) e Credit Suisse (-2,82% a 28,62 franchi): notizie non confermate vedono quest'ultimo istituto una volta ancora nel mirino delle autorità dello stato di New York per un contenzioso di natura fiscale. Nel segmento assicurativo va segnalata un'intervista di Walter Kielholz, presidente del consiglio di amministrazione di Swiss Re (-0,24% a 82,35 franchi), riguardo alla politica dei dividendi della compagnia, mentre il sostegno offerto in mattinata a Zurich (-0,47% a 254,80 franchi) da un cambiamento di obiettivo di corso da parte di Goldman Sachs è andato stemperandosi nel pomeriggio.

Swisscom (+0,19% a 532,00 franchi) ha tenuto oggi l'assemblea generale degli azionisti. Chiudono il quadro generale, in ambito SMI, Actelion (-1,21% a 85,60 franchi), Julius Bär (-0,72% a 40,11 franchi), SGS (-0,73% a 2179,00 franchi) e la sempre volatile Transocean (-2,22% a 36,49 franchi)

Nel mercato allargato ottimo esordio in borsa per la Banca cantonale di Turgovia (+7,99% a 80,45 franchi), mentre il fatturato trimestrale record di Bossard (-3,15% a 242,60 franchi) non ha convinto gli analisti, che attestano al titolo un limitato potenziale. Meyer Burger (-6,05% a 13,20 franchi) ha reso noto i dettagli relativi alla creazione di nuovo capitale azionario.

SDA-ATS