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Troppi rischi, è il momento buono per vendere e realizzare i guadagni: questo il pensiero prevalente oggi alla borsa svizzera, che per il quarto giorno consecutivo si è tinta di rosso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9082,51 punti, in flessione dell'1,15.

Il listino globale SPI ha perso l'1,07% a 9095,46 punti.

I fattori di incertezza si sono fatti numerosi e variegati: si passa dai timori per la tenuta della congiuntura americana all'escalation in corso in Yemen, passando da una tuttora irrisolta questione greca. I venti di guerra in Medio Oriente fanno aumentare il prezzo del petrolio e ripropongono in primo piano il franco svizzero come bene rifugio: oggi l'euro è tornato sotto 1,05 franchi.

Dopo settimane di rialzi il fattore geopolitico torna così di prepotenza in primo piano e a farne le spese sono state quasi tutte le blue chip, con solo due eccezioni: fra queste Transocean (+0,68% a 14,76 franchi), che ha approfittato del caro-greggio.

Sotto pressione sono risultati i titoli particolarmente sensibili ai cicli congiunturali come ABB (-0,73% a 20,53 franchi), Adecco (-1,80% a 78,95 franchi), Geberit (-0,88% a 361,30 franchi) e Holcim (-2,07% a 73,40 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-2,24% a 409,50 franchi) e Richemont (-1,67% a 79,60 franchi) hanno sofferto per i timori di un calo della domanda cinese.

Hanno chiuso molto meglio dei minimi di giornata i bancari UBS (-0,27% a 18,27 franchi), Credit Suisse (+0,04% a 25,72 franchi) e Julius Bär (-0,32% a 49,71 franchi), mentre hanno mancato il recupero gli assicurativi Swiss Re (-1,64% a 93,25 franchi) e Zurich (-1,84% a 326,00 franchi). Pure i valori difensivi Nestlé (-1,08% a 73,20 franchi), Novartis (-0,98% a 95,80 franchi) e Roche (-1,82% a 263,90 franchi) non si sono sottratti alla corrente generale.

Completano lo scacchiere SMI Actelion (-1,83% a 112,60 franchi), Givaudan (-0,28% a 1766,00 franchi), SGS (-1,68% a 1871,00 franchi), Swisscom (-0,52% a 573,00 franchi) e Syngenta (-0,30% a 328,00 franchi).

Nel mercato allargato fuochi d'artificio per Clariant (+10,35% a 19,94 franchi), che stando ai media è nel mirino di Evonik: il concorrente tedesco starebbe valutando un'offerta di 23 franchi per azione.

Per il resto gli operatori hanno dovuto digerire un'abbuffata di risultati aziendali: hanno informato sull'andamento degli affari Baloise (-2,98% a 130,10 franchi), Meyer Burger (-3,50% a 6,34 franchi), Valora (+0,98% a 215,90 franchi), Sunrise (+1,06% a 81,00 franchi), Bravofly Rumbo (-2,17% a 15,75 franchi), Hochdorf (+3,16% a 130,50 franchi) e Metall Zug (+1,77% a 2640,00 franchi).

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SDA-ATS