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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -1,54%

Un'altra giornata negativa. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2020 - 17:45
(Keystone-ATS)

Seduta ancora una volta negativa per la borsa svizzera, che ha comunque terminato in parziale recupero, arretrando meno di altri mercati continentali. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9168,98 punti, giù dell'1,54% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha perso l'1,11% a 11'194,22 punti. "Stiamo vivendo un difficile inizio di trimestre", ha commentato un operatore. Gli investitori sono tornati ad essere dominati dalla paura e ora il timore è che la timida recente ripresa - nelle ultime sedute l'SMI aveva riguadagnato il 15% - venga soffocata sul nascere.

A rendere nervoso chi vuole o deve investire è la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti: l'ex colonia britannica sta diventando il nuovo epicentro della pandemia. In Europa vi sono invece segnali che fanno pensare a un picco presto raggiunto, mentre dalla Cina arriva già qualche dato in ripresa.

Per quanto riguarda i singoli titoli sotto pressione si sono trovati per l'ennesima volta i bancari UBS (-4,58% a 8,63 franchi) e Credit Suisse (-5,48% a 7,56 franchi), confrontati anche con la posizione ferma della Finma in materia di dividendi. Nello stesso comparto finanziario hanno sofferto pure gli assicurativi Zurich (-3,87% a 330,10 franchi), Swiss Re (-6,68% a 69,58 franchi) e Swiss Life (-5,37% a 311,70 franchi).

Costantemente in rosso si sono mossi i valori particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (-4,35% a 16,27 franchi), Adecco (-6,21% a 35,77 franchi), LafargeHolcim (-2,29% a 34,55 franchi), Geberit (-3,29% a 412,00 franchi) e Sika (-2,31% a 156,25 franchi). Nel segmento del lusso, Swatch (-4,08% a 185,55 franchi) e Richemont (-5,01% a 50,40 franchi) hanno continuato a subire le apprensioni per l'andamento dell'export orologiero; oggi un'analisi di Vontobel ha pronosticato una flessione del 25% nell'anno in corso.

Hanno agito contro la tendenza ribassista Nestlé (+0,39% a 99,84 franchi) e Roche (+1,51% a 318,80 franchi), mentre si è defilato il terzo peso massimo, Novartis (-1,19% a 78,90 franchi). La propensione per i valori conservativi è testimoniata anche dal buon andamento di Swisscom (+0,50% a 522,80 franchi)

Nel mercato allargato l'attenzione era concentrata su AMS (-9,12% a 8,67 franchi) che, sulla sia dell'aumento di capitale per l'acquisizione del fabbricante tedesco di lampadine Osram, è scesa ai minimi dal 2012. La giornata si è rivelata particolarmente negativa anche per Dufry (-19,41% a 24,24 franchi), affossata da un cambiamento di obiettivo di corso da parte di UBS.

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