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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -2,43%

Di nuovo una giornata no. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 aprile 2020 - 17:45
(Keystone-ATS)

Seduta negativa per la borsa svizzera, che torna a puntare con decisione verso il basso dopo tre giornate favorevoli: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9547,85 punti, in calo del 2,43%, mentre il listino globale SPI ha perso il 2,14% a 11'772,60 punti.

Come le altre piazze continentali e Wall Street il mercato elvetico sta subendo le conseguenze delle turbolenze del corso del petrolio. Offerta e domanda di greggio sono al momento talmente asimmetriche da provocare ingenti perdite anche su vari prodotti finanziari.

In secondo piano sono così passati indicatori più ottimistici - in Germania l'indice di fiducia degli investitori Zew è tornato positivo: nessuno se lo aspettata - e la prospettiva di un allentamento delle misure di confinamento legate al coronavirus.

Per quanto riguarda i singoli titoli particolarmente sotto pressione sono apparsi i bancari UBS (-4,68% a 8,99 franchi) e Credit Suisse (-4,31% a 7,63 franchi), sulla scia della paura che il collasso del petrolio negli Usa porterà numerose aziende a non più onorare i loro debiti. Negativi si sono mostrati anche gli assicurativi Zurich (-3,34% a 295,00 franchi), Swiss Re (-10,60% a 70,36 franchi) - su cui ha pesato l'avvenuto versamento di un dividendo di 5,90 franchi - e Swiss Life (-2,77% a 323,20 franchi).

Oggi non era comunque giornata nemmeno per la gran parte dei valori maggiormente dipendenti dai cicli economici come ABB (-3,96% a 16,51 franchi), Adecco (-1,62% a 41,33 franchi) e LafargeHolcim (-2,79% a 35,89 franchi); ha fatto eccezione Sika (+2,49% a 164,60 franchi), che ha presentato buoni risultati trimestrali, confermando anche gli obiettivi a medio termine.

Nel segmento del lusso Swatch (-4,56% a 188,40 franchi) e Richemont (-3,82% a 53,40 franchi) hanno reagito al crollo dell'export orologiero, sceso di oltre un quinto in marzo. I dati non hanno rappresentato una sorpresa, ma sono stati interpretati come un chiaro segnale della difficoltà del momento.

La corrente generale ha trascinato anche due pesi massimi difensivi come Nestlé (-3,38% a 104,70 franchi) e Novartis (-2,14% a 85,82 franchi), mentre più ispirata si è rivelata Roche (+0,36% a 335,70 franchi). Nel mercato allargato sono state accolte bene le ultime informazioni di Sulzer (+2,01% a 63,45 franchi) sull'evoluzione degli ordinativi.

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