Navigation

Borsa svizzera: chiude poco mossa, SMI +0,09%

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2019 - 17:49
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera ha archiviato vicino alla linea di demarcazione una seduta priva di particolari sussulti. L'indice dei valori guida SMI ha guadagnato lo 0,09% a 10'314,16 punti, mentre quello allargato SPI ha ceduto lo 0,01% a 12'453,92 punti.

La giornata non ha regalato grandi spunti macroeconomici. Si è guardato con preoccupazione alle tensioni in quel di Hong Kong, dove ieri nuovi scontri tra manifestanti e polizia hanno portato a quasi 300 arresti.

Nonostante i colloqui prolungati, il dossier commerciale Cina-Usa ha invitato ancora alla prudenza gli addetti ai lavori. Oltreoceano l'attenzione è rivolta all'audizione di domani del presidente della Fed, Jerome Powell, al Congresso statunitense.

Sul fronte interno, riflettori puntati su Lonza (-4,52% a 329.30 franchi), che oggi ha annunciato l'addio del CEO Marc Funk, in carica da marzo, per ragioni personali. Il nuovo avvicendamento al vertice in pochi mesi ha tagliato le gambe alle quotazioni della multinazionale basilese, le cui azioni, in un contesto piuttosto calmo, sono arrivate a perdere fino circa al 7%.

Tra le altre blue chip, in contenuta progressione i bancari Credit Suisse (+0,27% a 13.05 franchi) e UBS (+0,16% a 12,305 franchi). Fra gli assicurativi Zurich Insurance (+0,36% a 389.50 franchi) ha staccato Swiss Life (+0,12% a 500.80 franchi) e Swiss Re (invariata a 106.35 franchi).

Tonica Novartis (+0,77% a 88.80 franchi), mentre hanno faticato gli altri pesi massimi difensivi Roche (+0,05% a 298.10 franchi) e soprattutto Nestlé (-0,54% a 103.78 franchi).

Nel lusso, dopo un inizio convincente Swatch (-0,18% a 273.50 franchi) è finita in rosso insieme alla concorrente Richemont (-0,60% a 72.56 franchi). Performance pimpanti invece per i ciclici ABB (+0,98% a 21.71 franchi), la più ricercata in assoluto, Geberit (+0,94% a 515.60 franchi) e LafargeHolcim (+0,81% a 52.12 franchi).

Nel mercato allargato, non è stato accolto con entusiasmo l'accordo trovato dal produttore di microcircuiti elettronici austriaco AMS (-3,86% a 44.81 franchi), quotato appunto a Zurigo, con la tedesca Osram Licht per acquisirla. Infine, nonostante una perdita netta di 420 milioni di euro nel terzo trimestre e un forte indebitamento, il gruppo siderurgico lucernese Schmolz+Bickenbach (+3,69% a 0.239 franchi) ha terminato col segno più.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.