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La giornata prosegue al di sotto della linea di demarcazione alla borsa svizzera: alle 15.38 l'indice dei valori guida SMI segnava 9026,45 punti, in flessione dello 0,59% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,48% a 9040,14 punti.

Il mercato di Zurigo è appesantito dalle indicazioni negative provenienti dagli Usa, dal Giappone e dal confronto tra Atene e Bruxelles, ritengono gli operatori. Venerdì il dato sulla creazione di 295'000 posti di lavoro oltre Atlantico ha consolidato l'ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi.

D'altro canto il Pil nipponico di ottobre-dicembre è risultato deludente: è stato rivisto da +0,6% a +0,4% per quello congiunturale e da +2,2% a +1,5% per quello annualizzato.

Non contribuiscono all'ottimismo degli investitori neppure le dichiarazioni di ieri del ministro greco dell'economia Yanis Varoufakis che ha ammonito Bruxelles: se la strada delle riforme proposta da Atene all'Eurogruppo non sarà condivisa dai partner Ue "possiamo tornare alle elezioni" o "convocare un referendum (sull'euro, ndr)". I ministri delle finanze dell'Eurogruppo oggi si apprestano a ridiscutere il pacchetto di aiuti ad Atene.

"Abbiamo detto che sosterremo la Grecia se prosegue sul cammino delle riforme, ma il confronto sulle riforme deve ripartire al più presto possibile, stiamo perdendo troppo tempo, l'estensione degli aiuti è solo per 4 mesi e abbiamo già perso due settimane": ha detto nel pomeriggio il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Il lancio del Quantitative easing (Qe, l'operazione con la quale si inietterà una massiccia liquidità nell'Eurozona attraverso l'acquisto soprattutto di titoli di Stato) da parte della Banca centrale europea (Bce) lascia i mercati piuttosto attendisti.

Solo tre blue chip erano in crescita rispetto a venerdì: "in testa" vi è Holcim (+1,34%). L'azionista più importante del gigante sangallese del cemento, Thomas Schmidheiny, e la fondazione Ethos, attenta ai principi dell'etica e del buon governo di impresa, chiedono un miglioramento delle condizioni per gli azionisti di Holcim nell'ambito della fusione con il gruppo francese Lafarge. In progressione anche Swiss Re (+0,45%) e Syngenta (+0,12%), senza che vi siano indicazioni specifiche.

Il calo più marcato era quello di Transocean (-4,33%). Il titolo, già di per sé volatile, risente di una nuova diminuzione del prezzo del petrolio. In forte regressione anche il lusso: Richemont perdeva il 2,45% e Swatch il 2,23%. Per gli operatori il calo si spiega con l'imminente presentazione dell'iWatch di Apple.

Forti perdite anche per Actelion (-1,42%) e Givaudan (-1,04%), senza che vi siano indicazioni specifiche.

Nel mercato allargato hanno presentato i loro risultati Alpiq (-0,70%) e Mikron (+0,95%). Il principale produttore svizzero di elettricità ha archiviato il 2014 con una perdita di 902 milioni di franchi, dovuta a fattori straordinari, su un fatturato calato su base annua del 14% a 8,06 miliardi. Il gruppo con sede a Bienne (BE) specializzato nella fabbricazione di sistemi di lavorazione e assemblaggio ha invece realizzato lo scorso anno un utile di 2,2 milioni di franchi, in calo dell'8,3% rispetto all'esercizio precedente. In flessione, dell'11,5%, pure il risultato operativo Ebit, che si è attestato a 4,6 milioni. Il fatturato era già stato annunciato in gennaio (+3%).

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SDA-ATS