Forte ribasso alla borsa svizzera, che si muove attualmente ai minimi da un anno a questa parte: alle 11.35 l'indice dei valori guida SMI segnava 7963,75 punti, in flessione del 3,16% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva il 2,94% a 8230,54 punti.

La seduta positiva di ieri si sta rivelando solo un effimero recupero: il mercato ha ripreso la strada del calo in atto ormai da inizio anno. L'SMI è così sceso sotto gli 8000 punti: non succedeva dal gennaio 2015, il mese in cui la Banca nazionale abolì la soglia minima di cambio con l'euro.

La nuova flessione del prezzo del petrolio - che ieri si era stabilizzato ma che oggi è tornato scendere sotto 28 dollari - sta spaventando gli investitori, rinfocolando i timori sulla crescita mondiale.

Sul fronte interno i riflettori sono puntati su Zurich (-7,86%), che ha creato il panico con un inatteso avvertimento sugli utili. "L'azienda ha seri problemi, la nave sta sbandando e necessita di un capitano dal polso forte", ha commentato un operatore interrogato dalla Reuters. Sotto pressione è anche un altro valore assicurativo, Swiss Re (-3,50%), come pure i bancari UBS (-3,46%), Credit Suisse (-4,35%) e Julius Bär (-3,85%).

Male orientati sono anche i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (-2,13%), Adecco (-3.05%) e LafargeHolcim (-3,23%). Alla tendenza generale non si sottraggono nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-2,53%), Novartis (-2,87%) e Roche (-2,42%).

Limita per contro le perdite SGS (-0,38%), prima blue chip ad avere presentato i conti 2015, risultati in linea con le attese: secondo un operatore, molti scommettevano però su una sorpresa negativa e l'azione beneficia quindi ora di acquisti.

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Barry Callebaut (-1,96%) e Looser (-1,48%).

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