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Borsa svizzera: in negativo anche nel pomeriggio

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2012 - 15:51
(Keystone-ATS)

La Borsa svizzera prosegue in territorio negativo anche nel pomeriggio. Zurigo aveva già aperto in calo sulla scia dell'indice cinese dei responsabili degli acquisti, sceso per la quinta volta consecutiva, hanno rilevato gli operatori. Le perdite si erano poi appesantite a causa dell'indice Pmi di Eurolandia, peggiore delle attese. Verso le 15.40 il listino principale SMI segna 6249,78 punti, in flessione dello 0,64%. L'indice allargato SPI è a quota 5723,14 (-0,77%).

Wall Street ha aperto in ribasso malgrado i segnali di ripresa provenuti dal mercato del lavoro americano. Nel corso dell'ultima settimana le richieste di sussidio di disoccupazione sono crollate al loro livello più basso da quattro anni. Il superindice economico negli USA è d'altro canto salito in febbraio dello 0,7%, contro lo 0,6% atteso. Tali notizie hanno permesso ai listini di ricuperare un po' di terreno.

Le preoccupazioni per l'andamento dell'economia incidono sui titoli più sensibili alle oscillazioni congiunturali. ABB scende dell'1,93%, Holcim del 2,36%. Le azioni di Adecco riescono a limitare le perdite (-0,38%) grazie a una raccomandazione da parte di Deutsche Bank.

In negativo anche i titoli del lusso - con Swatch Group in flessione dello 0,38% e Richemont dell'1,64% - malgrado i brillanti dati sull'export orologiero pubblicati oggi.

L'omologazione di un tipo di granoturco in Argentina e una raccomandazione di Goldman Sachs hanno dato un sostegno a Syngenta, che guadagna l'1,10%, unica blue chip in positivo.

Nestlé è invariata, mentre Novartis cede lo 0,20% e Roche l'1%. Fra i bancari, UBS è in calo dello 0,62%, Credit Suisse dell'1,99% e Julius Bär dell'1,46%.

Quanto agli assicurativi, Swiss Re arretra dell'1,20% e Zurich dello 0,54%. Nel listino allargato la Bâloise subisce una flessione del 6,51%. La compagnia renana è stata travolta dalla crisi del debito europea nel 2011: rispetto all'esercizio precedente l'utile netto è crollato da 436,7 milioni a 61,3 milioni di franchi.

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