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ZURIGO - Seduta sempre orientata a un netto rialzo per la borsa svizzera, che - come le altre piazze europee - accoglie con favore il piano da 750 miliardi di euro deciso in seno all'UE per aiutare i paesi della moneta unica in difficoltà: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 6466,72 punti (+4,21% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in crescita del 4,17% a 5715.76 punti.
Le decisioni prese la notte scorsa hanno quindi avuto l'agognato effetto positivo sui mercati: Madrid e Atene veleggiano oltre il 10%, Milano e Lisbona sono poco sotto. Secondo gli analisti della Banca cantonale di Zurigo, il piano non ha quindi mancato l'obiettivo di corto termine di stabilizzare i mercati, ma i problemi di indebitamento sul lungo periodo rimangono irrisolti. L'acquisto di titoli di stato da parte delle banche centrali mette inoltre in dubbio la loro credibilità e favorisce il potenziale di inflazione.
Per il momento, però, dopo la paura della settimana scorsa, gli operatori si lasciano andare all'euforia. Sugli scudi, dopo le pesanti perdite subite nelle ultime sedute, sono soprattutto i titoli bancari UBS (+9,80%), Credit Suisse (+9,21%) e Julius Bär (+6,79%), come pure gli assicurativi Swiss Re (+9,10%), Zurich (+6,33%) e Swiss Life (+6,61%).
Si stanno muovendo bene anche i titoli maggiormente esposti alla congiuntura, quali ABB (+5,61%), Holcim (+3,76%) e Adecco (+6,23%), come pure il comparto del lusso, con Richemont (+6,52%) un passo davanti a Swatch (+5,39%). Più contenuti, ma sempre apprezzabili, sono i guadagni dei difensivi Nestlé (+2,49%) Novartis (+3,17%), e Roche (+1,73%): soltanto Swisscom (+0,75%) rimane più o meno ferma ai blocchi di partenza.

SDA-ATS