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Le migliorate prospettive riguardo alla soluzione delle crisi greca e la ripresa dei mercati cinesi sostengono la borsa svizzera: a meno di tre ore dalla chiusura l'indice dei principali titoli SMI segna una crescita dell'1,54% a 9'123.32 punti.

In progressione anche l'indice complessivo SPI, che avanza dell'1,51% a quota 9'210.60.

In merito alle proposte consegnate ieri da Atene ai suoi creditori, il presidente francese François Hollande ha detto stamane che sono "serie e credibili". Il programma ellenico, ha aggiunto, mostra la determinazione della Grecia a restare nella zona euro.

Sulla piazza zurighese tutte le blue chip sono di segno più, ad eccezione della volatile Transocean, che arretra dello 2,82%.

Particolarmente tonica, tra i bancari, risulta Julius Bär (+3,28%), ma allungano il passo in modo deciso anche UBS (+1,79%) e Credit Suisse (+2,12%). "Sono proprio i valori bancari quelli che più reagiscono ai dati relativi alla crisi del debito greco", ha commentato un analista.

Tra i titoli ciclici, più esposti ai cicli congiunturali, si mette in evidenza Adecco, con una progressione del 3,07%. I valori difensivi avanzano, ma con percentuali più contenute: Nestlé sale dell'1,0%, Novartis dell'1,57% e Roche dell'1,37%. In deciso rialzo, il segmento del lusso: Swatch in particolare si rafforza del 2,98%.

Sul mercato allargato buona performance di Ems Chemie, che oggi ha informato sui risultati semestrali. Gli investitori sono stati colpiti dall'aumentata redditività dell'impresa malgrado il rafforzamento del franco e il titolo in borsa sta guadagnando il 4,90%.

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SDA-ATS