Dopo i primi scambi incerti i listini della Borsa svizzera hanno cominciato a muoversi in territorio positivo, per scivolare nuovamente al di sotto della parità meno di un'ora dopo l'avvio delle contrattazioni. Alle 11.20 circa l'SMI perde lo 0,23% a 8'910.43 punti.

Tra le blue chip zurighesi sotto pressione i bancari Credit Suisse (-1,74%) e UBS (-1,37%), oggetto assieme ad altri istituti finanziari di un'inchiesta della COMCO la quale sospetta un loro boicottaggio delle soluzioni di pagamento mobile Apple Pay e Samsung Pay, nell'intento di favorire la soluzione svizzera TWINT. In forte calo anche Julius Bär (-1,42%).

Perdono oltre un punto percentuale pure Richemont (-1,64%), LafargeHolcim (-1,18%) e Swatch (-1,14%). Segnano un rialzo solo Givaudan (+1,21%), Nestlé (+0,74%), SGS (+0,52%), Sika (+0,47%) e Novartis (+0,07%).

Nel listino allargato SPI (-0,19% a 10'463.72 punti) da segnalare che EFG cede il 6,30% dopo aver annunciato un calo dei patrimoni in gestione. In luce invece Zur Rose (+5,12%), che ha alzato i propri obiettivi finanziari a medio termine, e AMS (+5,35%), nonostante un avvertimento sugli utili.

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