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Dopo un paio di settimane di rialzi è tornata decisamente la cautela alla borsa svizzera: alle 11.10 l'indice dei valori guida SMI segnava 9327,81 punti, in flessione dello 0,61% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,50% a 9457,30 punti.

Il mercato era apparso negativo già ieri, subito dopo aver segnato lunedì un massimo pluriennale, e oggi si conferma dubbioso sull'andamento dell'economia. A fungere da campanello d'allarme sono stati i risultati negativi di diverse grandi aziende americane. I listini hanno inoltre raggiunto un livello tale che non si esclude nemmeno più una fase di correzione.

Per quanto riguarda la Svizzera importanti indicazioni arriveranno domani, quando è prevista una raffica di cifre provenienti da una decina di imprese di primo piano, quattro delle quali SMI. Si tratta di Roche (-0,72%), Credit Suisse (-0,29%), ABB (-0,75%) e Syngenta (-0,35%).

In flessione sono oggi anche altri pesi massimi o medi come Nestlé (-0,14%), Novartis (-1,10%), LafargeHolcim (-1,63%). Particolarmente negativa è Transocean (-3,26%): gli esperti si attendono ulteriori pressioni sul prezzo del petrolio dopo la revoca delle sanzioni contro l'Iran. Si sottraggono alla tendenza generale solo Swiss Re (+0,17%) e Actelion (+0,84%), che rimbalza dopo le perdite di ieri.

Nel mercato allargato in evidenza Temenos (+10,52%), in seguito a ottimi semestrali. Hanno informato sull'andamento degli affari anche Lonza (+1,95%) e Autoneum (+2,32%). Giù per contro Schindler (-1,22%) dopo che la commissione delle offerte pubbliche d'acquisto (COPA) ha respinto il progetto di introdurre una clausola di "opting-in".

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SDA-ATS