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La mattinata prosegue in ribasso alla borsa svizzera, sebbene sia in atto un recupero: alle 11.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8640,75 punti, in flessione dello 0,18% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,19% a 8911,72 punti.

Il mercato rimane influenzato dai deboli impulsi provenienti dagli Usa e dall'Asia. Finora i volumi di contrattazione vengono giudicati moderati, considerando che oggi è il cosiddetto "giorno delle streghe": quattro volte all'anno - il penultimo venerdì alla fine di ogni trimestre - scadono infatti futures e opzioni su indici e azioni, ciò che provoca spesso un aumento degli scambi e sbalzi non indifferenti.

Fra i bancari positivi sono UBS (+0,73%) e Credit Suisse (+0,33%), mentre arranca Julius Bär (-1,04%): quest'ultimo istituto secondo notizie di stampa sarebbe interessato alle attività di amministrazione patrimoniale di Barclays in Asia, per un ammontare di 36 miliardi di dollari. Sorvegliata speciale è anche Zurich (+0,16%), che ha annunciato l'acquisizione dell'assicuratore agrario americano RCIS e che fa meglio di Swiss Re (-0,56%).

Con il segno meno si presentano i titoli maggiormente dipendenti dai cicli economici come ABB (-0,79%), Adecco (-0,81%), Geberit (-0,54%) e LafargeHolcim (-0,36%). Transocean (+0,31%) ha comunicato che la sua uscita dalla borsa avverrà a fine marzo. In ordine sparso si presentano i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,34%), Novartis (-0,06%) e Roche (+0,22%).

Nel mercato allargato Repower (+5,26% il buono di partecipazione, -16,46% l'azione nominativa) ha annunciato una riorganizzazione e il delisting, mentre Ascom (+0,32%) ha fatto sapere che vende un comparto.

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SDA-ATS