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La mattinata prosegue al ribasso alla borsa svizzera: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 9027,80 punti, in flessione dello 0,58% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,48% a 9039,79 punti.

Il mercato di Zurigo è appesantito dalle indicazioni negative provenienti dagli Usa e dal Giappone, ritengono gli operatori. Venerdì il dato sulla creazione di 295'000 posti di lavoro oltre Atlantico ha consolidato l'ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi. D'altro canto il Pil nipponico di ottobre-dicembre è risultato deludente: è stato rivisto da +0,6% a +0,4% per quello congiunturale e da +2,2% a +1,5% per quello annualizzato.

Non contribuiscono all'ottimismo degli investitori neppure le dichiarazioni di ieri del ministro greco dell'economia Yanis Varoufakis che ha ammonito Bruxelles: se la strada delle riforme proposta da Atene all'Eurogruppo non sarà condivisa dai partner Ue "possiamo tornare alle elezioni" o "convocare un referendum (sull'euro, ndr)".

Solo due blue chip, Holcim (+1,55%) e Swiss Re (+0,22%), erano in crescita, in assenza di indicazioni particolari, rispetto a venerdì.

I cali più forti si segnalano nel lusso: Swatch perdeva l'1,90% e Richemont l'1,87%, anche in questi casi senza indicazioni particolari. Forti perdite anche per Actelion (-1,51%), Givaudan (-1,48%) e Transocean (-1,40%).

Nel mercato allargato hanno presentato i loro risultati Alpiq (+0,07%) e Mikron (+1,27%). Il principale produttore svizzero di elettricità ha archiviato il 2014 con una perdita di 902 milioni di franchi, dovuta a fattori straordinari, su un un fatturato calato su base annua del 14% a 8,06 miliardi. Il gruppo con sede a Bienne (BE) specializzato nella fabbricazione di sistemi di lavorazione e assemblaggio ha invece realizzato lo scorso anno un utile di 2,2 milioni di franchi, in calo dell'8,3% rispetto all'esercizio precedente. In flessione, dell'11,5%, pure il risultato operativo Ebit, che si è attestato a 4,6 milioni. Il fatturato era già stato annunciato in gennaio (+3%).

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SDA-ATS