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La seduta prosegue al ribasso alla borsa svizzera: alle 11.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 8919,66 punti, in flessione dell'1,07% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,92% a 9152,60 punti.

L'SMI è così tornato a scivolare sotto 9000 punti, una quota conquistata la settimana scorsa. Gli operatori attribuiscono questo andamento soprattutto ai realizzi di guadagno, dopo i recenti rialzi.

Sul fronte congiunturale l'indice Pmi nell'Eurozona è salito ai massimi da maggio 2011. Altri dati macro dovrebbero arrivare nel pomeriggio dagli Usa. Si tratta di indicatori che vengono guardati come sempre con attenzione perché forniscono indicazioni circa il possibile orientamento della politica monetaria praticata dalla Banca centrale europea e dalla Federal Reserve.

In Svizzera la notizia del giorno è l'annuncio dell'uscita dalla borsa di Transocean (-2,73%), intenzionata a rimanere quotata solo a New York. Perdite ancora maggiori sono sopportate da Credit Suisse (-4,30%), dovute all'aumento di capitale in corso. Meno negativi sono gli altri due bancari, UBS (-0,60%) e Julius Bär (-0,67%).

Con il segno meno si presentano i titoli maggiormente dipendenti dai cicli economici come ABB (-1,25%), Adecco (-0,43%), Geberit (-0,82%) e LafargeHolcim (-1,54%). Quest'ultima società mercoledì informerà sull'andamento degli affari fra luglio e settembre, segnando la fine della stagione dei trimestrali.

Trascinano verso il basso il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,66%), Novartis (-1,60%) e Roche (-0,95%). Nel mercato allargato EFG (+0,99%) ha annunciato un programma di risparmi che comporterà la soppressione di 200 impieghi.

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SDA-ATS