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La Borsa svizzera, rafforzatasi stamane dopo l'ok condizionato della Corte costituzionale tedesca alla partecipazione della Germania al fondo di salvataggio europeo, è ritornata al si sotto della parità. Poco dopo le 15.15 il listino principale SMI segna 6492,23 punti, in calo dello 0,17%. L'indice allargato SPI è a quota 6019,57 (-0,04%).

A Zurigo continuano a mettersi in evidenza soprattutto i due giganti bancari, con il Credit Suisse che guadagna il 3,21% e l'UBS l'1,86%. Più contenuta la crescita di Julius Bär (+0,47). La compagnia assicurativa Zurich sale dell'1,35%, Swiss Re dello 0,40%.

I titoli del gruppo tecnologico ABB, che in occasione di una giornata per gli investitori a Londra ha confermato gli obiettivi finanziari, segnano un aumento dell'1,01%. Fra gli altri valori più sensibili alle oscillazioni della congiuntura, Adecco perde lo 0,90%, Geberit lo 0,05%, mentre Holcim è in crescita marginale (+0,08%).

I titoli del lusso, che ieri avevano subito forti ribassi, cedono ulteriormente terreno. Richemont perde il 2,05%, Swatch Group l'1,21%. I pesi massimi difensivi incidono negativamente sul listino: Nestlé scende dello 0,59%, Novartis dello 0,89% e Roche dello 0,80%. Fra le altre blue chip, Transocean registra una progressione dell'1,29%.

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SDA-ATS