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La seduta prosegue al ribasso alla borsa svizzera, che con il passare delle ore ha tendenza ad accentuare le perdite: alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 7992,78 punti (-1,06% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dell'1,00% a 7570,52 punti.

Dopo quattro sedute positive il mercato sta oggi osservando una pausa di riflessione, influenzato anche dall'atmosfera negativa respirata a Wall Street, dove si fa sempre più strada il timore di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve. Anche perché - sono notizie di queste ore - le richieste di sussidio disoccupazione sono scese questa settimana al livello più basso dal 2007 e l'inflazione, al 2%, è in linea con le stime. I futures sull'apertura del mercato americano sono leggermente negativi.

Sul fronte interno in primo piano vi è innanzitutto Zurich (-3,73%), che ha presentato dati semestrali inferiori alle attese, e che si muove nettamente peggio dell'altro assicuratore, Swiss Re (-0,48%).

Sorvegliata speciale è anche Holcim (+0,35%), che pure ha pubblicato il bilancio di metà anno: i numeri sono tendenzialmente inferiori alle previsioni degli analisti, ma gli specialisti hanno apprezzato i progressi realizzati in materia di costi e così, dopo un avvio anemico, il valore è schizzato verso l'alto, rimanendo nel frattempo l'unico in territorio positivo. Meno tonici si sono rivelati fin da subito gli altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura, come ABB (-0,62%), Geberit (-0,76%) e soprattutto Adecco (-2,36%).

Non è giornata nemmeno per i bancari UBS (-1,70%), Credit Suisse (-0,93%) e Julius Bär (-1,13%), peraltro protagonisti di buone performance nelle ultime sedute, né per i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,40%), Novartis (-1,16%) e Roche (-1,49%), che hanno un forte impatto sul listino.

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Meyer Burger (+1,80%), VZ Holding (-4,27%), Orell Füssli (+1,81%) e Nationale (-1,04%). Gli investitori guardano anche al corso di BKW (-0,64%) e di Alpiq (-0,43%), dopo che il Consiglio federale ha deciso di far passare maggiormente alla cassa i gestori delle centrali atomiche per finanziare i costi di disattivazione degli impianti.

Curiosità sta suscitando il titolo Addex (+8,63%), già ieri protagonista di un balzo del 18% senza che siano ben chiari i motivi. Orascom (-1,39%) riesce tutto sommato a sopportare bene le conseguenze della recrudescenza della situazione politica in Egitto.

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SDA-ATS