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La borsa svizzera si conferma anche nel pomeriggio in netto calo, allarmata dagli ultimi sviluppi in Cina. Alle 15.10 l'indice dei valori guida SMI segnava 9244,31 punti, in flessione dell'1,91% rispetto a ieri. Il listino globale SPI perdeva l'1,76% a 9396,15 punti.

Il fatto che la banca centrale cinese abbia proceduto a una nuova svalutazione dello yuan alimenta i timori su un raffreddamento congiunturale nel paese asiatico e nel resto del mondo. Se Pechino deve procedere a misure così drastiche i tempi si annunciano difficili, commentano gli operatori.

Questo ha naturalmente conseguenze sulle prospettive di vendita anche delle aziende svizzere. In una giornata caratterizzata da volumi di contrattazione superiori alle media a farne le spese sono i titoli particolarmente esposti come Swatch (-3,05%) e Richemont (-3,28%). Soffrono però anche ABB (-2,24%) - la Cina è il suo secondo mercato - e LafargeHolcim (-3,45%).

Geberit (-5,17%) ha presentato risultati semestrali che hanno deluso in termini di fatturato, Ebit e prospettive. Si difende per contro meglio un altro valore particolarmente sensibile alla congiuntura, Adecco (-0,51%).

L'ondata di vendite interessa peraltro anche i bancari UBS (-2,35%), Credit Suisse (-2,98%) e Julius Bär (-2,10%), nonché in misura un po' più contenuta gli assicurativi Swiss Re (-1,65%) e Zurich (-1,03%). Non riescono a frenare la corrente generale nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,16%), Novartis (-1,73%) e Roche (-1,76%). In controtendenza si muove solo Transocean (+1,43%).

Nel mercato allargato si è messa in mostra Cytos (+16%), grazie a un accordo con la società britannica Checkmate Pharmaceuticals. Hanno informato sull'andamento degli affari Conzzeta (+1,33%), Tecan (-2,24%), Cicor (-5,13%) e Plazza (-0,58%)

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SDA-ATS