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La borsa svizzera si conferma in ribasso: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8377,51 punti, in flessione dello 0,88% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,75% a 9135,79 punti.

"L'atmosfera generale è poco incoraggiante", ha commentato un operatore. Pesano il taglio del rating dell'Italia, lo scenario di una possibile Brexit "dura" e il timore che la minaccia proferita dal nuovo presidente americano Donald Trump di imporre dazi punitivi ai costruttori automobilistici possa portare a una guerra commerciale.

Oggi le notizie di rilievo scarseggiano e le contrattazioni sono contraddistinte da una certa letargia, complice la festività negli Usa, con Wall Street chiusa e numerosi investitori ancora impegnati nel weekend lungo. Ma da domani nessuno si potrà più lamentare per la carenza di impulsi: sia negli Usa che in Europa è attesa la pubblicazione di dati macroeconomici e di bilanci aziendali. Inoltre giovedì la Banca centrale europea renderà noti i suoi ultimi orientamenti in materia di politica monetaria e venerdì Trump assumerà ufficialmente le sue funzioni

Per quanto riguarda i singoli titoli sotto pressione rimangono i bancari UBS (-1,90%) e Credit Suisse (-1,74%), che soffrono per i realizzi di guadagno dopo l'ultima seduta molto positiva sulla scia dei risultati diffusi dai concorrenti americani. Julius Bär (-0,58%) perde meno perché sostenuta da una raccomandazione di Goldman Sachs Le vendite del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Zurich (-0,85%), Swiss Life (-0,85%) e Swiss Re (-2,65%): quest'ultima azione risente di un giudizio negativo di UBS.

Non perfettamente univoci si presentano i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,93%), Adecco (-1,27%), Geberit (+0,41%) - domani fornirà il dato sul fatturato 2016 - e LafargeHolcim (-2,30%).

Nel segmento del lusso Swatch (-0,48%) si difende solo leggermente meglio di Richemont (-0,78%) nel giorno in cui si apre l'importante salone orologiero di Ginevra. I due titoli si sono mostrati i più dinamici dell'SMI nel 2017.

Swisscom (-1,54%) è penalizzata da una valutazione di Berenberg: ma è opinione comune che questo incide in modo abbastanza notevole semplicemente perché i volumi di scambio sono limitati. Syngenta (+0,41%) è fra i pochi titoli in controtendenza, dopo che Sinochem ha smentito progetti di fusione con ChemChina.

Nel comparto farmaceutico galleggia Actelion (+0,09%), mentre tornano ad arretrare i giganti Novartis (-1,23%) e Roche (-0,88%). Non riesce a sottrarsi completamente alla tendenza generale nemmeno Nestlé (-0,13),

Nel mercato allargato ha informato sull'andamento degli affari BB Biotech (-1,60%). AMS (+2,58%) approfitta di una raccomandazione di Credit Suisse.

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SDA-ATS