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La borsa svizzera ha chiuso in lieve rialzo una seduta in cui ha toccato pure un massimo da quasi sette anni: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8757,32 punti (+0,12% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,18% a 8654,50 punti.

L'atmosfera generale era tranquilla, con volumi di scambio leggermente inferiori alla media, complice anche la chiusura di Wall Street di ieri per festività. Anche le prime ore di contrattazioni oggi a New York hanno mostrato una piazza esitante: la salva di dati macroeconomici non ha generato un dinamismo particolare.

I mercati guardano infatti in primo luogo alla Banca centrale europea: gli investitori si aspettano nuove misure di stimolo dell'economia, anche se, secondo gli analisti di Credit Suisse, queste non scaturiranno già dalla seduta di giovedì. Per gli specialisti il potenziale di delusione, con conseguente impatto sui corsi, non è quindi da sottovalutare.

Nel frattempo però continua il trend rialzista, che ha portato l'SMI a toccare il livello più alto dell'anno a 8776,55 punti, superando quindi il picco di giugno. Si tratta anche di un massimo intraday pluriennale: era dal dicembre 2007 che l'indice non arrivava così in alto.

Questo mentre dall'economia reale giungono segnali di rallentamento: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo elvetico è ristagnato rispetto ai primi tre mesi dell'anno. "Sono sorpreso in negativo e anche un po' scioccato", è stato il commento di Daniel Kalt, capoeconomista di UBS, nei confronti del portale Cash. E la banca Raiffeisen ha già provveduto a tagliare le stime sulla crescita 2014.

Per quanto riguarda i singoli titoli, in negativo è rimasto per tutta la giornata Novartis (-0,12% a 85,80 franchi), che ha sofferto per i realizzi di guadagno dopo il balzo di ieri sulla scia delle notizie su un nuovo, promettente farmaco. Ha arretrato anche Roche (-0,15% a 268,90 franchi), mentre ha svolto un importante ruolo di traino il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,28% a 71,55 franchi).

Sono andati un po' spegnendosi nel finale i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,48% a 21,03 franchi), Adecco (invariata a 69,60 franchi), Geberit (+0,45% a 313,50 franchi) e Holcim (-0,28% 71,05 franchi). Ha perso terreno con il passare delle ore anche il segmento del lusso, con Swatch (-0,30% a 502,50 franchi) un passo dietro a Richemont (+0,06% a 88,10 franchi).

Fra i bancari Credit Suisse (+0,39% a 25,95 franchi) e Julius Bär (+0,87% a 41,66 franchi), da venerdì al centro di voci su una possibile fusione, si sono soprattutto in un primo tempo rivelati più tonici di UBS (+0,24% a 16,39 franchi). Il comparto assicurativo si è mostrato solido, con Swiss Re (+0,60% a 75,55 franchi) e Zurich (+0,44% a 277,00 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (-0,09% a 112,60 franchi), Givaudan (+0,26% a 1537,00 franchi), SGS (+1,47% a 2070,00 franchi), Swisscom (-0,09% a 532,50 franchi), Syngenta (+0,34% a 328,60 franchi) e Transocean (-0,31% a 35,20 franchi).

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SDA-ATS