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Borsa svizzera: torna il sole, la Cina non fa più paura

Oggi è tornato a splendere il sole sulla borsa svizzera, che per due giorni aveva dovuto fare i conti con le nuvole provenienti dalla Cina: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 9354,16 punti, in progressione dell'1,85% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI - che non beneficia dell'effetto Nestlé - guadagna da parte sua un po' meno, l'1,69% a 9487,82 punti.

La svalutazione dello yuan è proseguita oggi per la terza giornata consecutiva, ma fra gli analisti si sta facendo largo l'opinione che la correzione avviata martedì sia stata esagerata. Nuovi impulsi sono attesi nel pomeriggio con la pubblicazione di importanti dati macroeconomici americani, che potrebbero fornire nuove indicazioni sui tempi del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Sul fronte interno gli occhi sono puntati su Nestlé (+3,32%), che ha presentato i suoi semestrali: ai commentatori sono in particolare piaciuti i ritmi di crescita del fatturato. Bene orientati sono anche Roche (+2,00%) - che ha annunciato un'acquisizione negli Usa - e Novartis (+1,12%).

Il rimbalzo rispetto a ieri interessa pure i bancari UBS (+2,35%) e Crediti Suisse (+2,08%) nonché, in misura minore, i titoli fortemente sensibili alla congiuntura come ABB (+1,02%) e LafargeHolcim (+0,75%).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari AFG Arbonia Forster (+2,42%), Orell Füssli (+1,72%) e Valiant (+2,51%).

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